Di Marco Bisiach

Comunque vada, sarà un successo”, diceva Piero Chiambretti. Lo può pensare a buon diritto anche la Juventina, che mercoledì pomeriggio alle 14.30 affronterà sull’erba del mitico “Moccagatta” l’Alessandria nella gara di ritorno dei quarti di finale nazionali di Coppa Italia d’Eccellenza. C’è da ribaltare lo 0-2 di una settimana fa a Sant’Andrea e la questione appare complicata. Ma importa davvero così tanto? Certo che sì, a pensare all’aspetto puramente sportivo, agonistico, all’occasione storica che forse capita una volta sola nell’intero percorso di una società. Ma anche no, se si considera che assistere alla fine del viaggio, dopo averlo vissuto e assaporato fino in fondo, non sarebbe nulla di così strano né di così terribile.

E allora la Juventina che è partita da Gorizia e che si giocherà la gara della vita dopo aver dormito già in Piemonte, con capita in tutte le vere trasferte che si rispettino nel calcio dei grandi, sa che se dovesse centrare l’incredibile rimonta avrà compiuto un miracolo sportivo e cosparso d’oro le storie già vergate nel suo libro dei ricordi. E se invece dovesse mancare il colpo, uscirà dal campo a testa alta, consapevole di aver già fatto più di ciò che probabilmente avrebbe osato sognare.

Intanto, però, ci sono ancora 90 minuti (almeno) da giocare, senza pressioni e senza paure, con i ritrovati Davide Cocetta e Kevin Bric, di rientro dalla squalifica, e con l’entusiasmo derivante dalla bella vittoria esterna sul campo del Rive d’Arcano Flaibano in campionato. A decidere quella partita, guarda caso, proprio uno dei giocatori che più hanno sofferto fisicamente nelle ultime settimane, il veterano Luca Piscopo, pronto a trascinare i suoi anche ad Alessandria. Mancheranno solo gli infortunati storici, oltre a Daniele Ranocchi e Federico Loi.

Sappiamo quali sono le nostre qualità, e di potercela giocare, di poter fare risultato – dice mister Daniele Visintin -. Non ci getteremo all’attacco senza criterio, ma di certo proveremo ad essere aggressivi, a mettere in difficoltà una grande squadra, senza essere timidi. Ce la vogliamo giocare fino in fondo”.

Serve vincere, va da sé, e servono tre gol di scarto per passare senza appendici. Con un margine di due reti servirebbero i supplementari o i rigori. Ma già arrivarci sarebbe un primo grande obiettivo centrato. Provarci non costa nulla, provaci Juventina!