di Marco Bisiach

Spesso nel raccontare il calcio e lo sport in generale si tende a cedere alla tentazione della retorica, ma talvolta essa è necessaria per restituire il senso di un momento o di una sfida. Questo è il caso dell’appuntamento a cui è attesa la Juventina di Sant’Andrea mercoledì sera, a Tamai, in casa delle furie rosse per la semifinale di ritorno della Coppa Italia d’Eccellenza.

Mai la formazione goriziana era arrivata ad un simile traguardo prima d’ora, e, va da sé, mai ha raggiunto nella sua storia la finalissima di questo prestigioso torneo. Ecco perché non è retorica vuota dire che la Juventina insegue la storia, la sua storia, nella serata pordenonese che può valere il sogno della finale.

Un sogno che magari ad inizio stagione appariva lontanissimo, mentre oggi è concreto, considerando che l’andata a Sant’Andrea è stata stravinta da Cristian Zucchiatti e compagni per 4-0, e che dunque la Juventina avrà un margine mica da ridere da poter gestire.

Per farlo, però, servirà ugualmente una grande prestazione, e soprattutto tanta intelligenza, perché nel calcio non c’è nulla di scontato e il Tamai ha la forza, le risorse e la tradizione per tentare una rimonta sulla carta difficilissima. “Dovremo stare molto attenti, senza cullarci sul risultato dell’andata – dice mister Daniele Visintin -. Certo, sappiamo di non partire dallo zero a zero, abbiamo un vantaggio e non lo nascondiamo, ma dovremo essere bravi a farlo fruttare. Servirà una grande partenza, per non alimentare le speranze dei nostri avversari. E confido nel fatto che i tanti ragazzi di grande esperienza che ho in squadra guidino il gruppo nell’affrontare questo momento nel modo giusto. Vogliamo completare l’opera e conquistare una finale storica”.

Unico assente sicuro sarà Nicolò Del Fabro, infortunato, mentre gli altri sono tutti a disposizione, con il ritorno in campo anche di Edison Hoti dopo l’impegno di sabato a Codroipo saltato per motivi di lavoro. Calcio d’inizio alle 20, e fari puntati anche su chi uscirà dall’altra semifinale, tra Sanvitese e Chions.