di Marco Bisiach
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JUVENTINA – ALESSANDRIA 0-2
Marcatori: pt 14’ Diop, st 44’ Cargiolli
JUVENTINA: De Mattia, Liut, Tuccia, Grion, Russian, L. Piscopo, Zucchiatti, Samotti, Breganti, Hoti, Pagliaro. All.: Visintin
ALESSANDRIA: Menino, Morganti (st 35’ Cociobanu), Tos, Cesaretti, Nicco, Diop (st 28’ Cargiolli), Piana (st 45’ Vanegas), Pellegrini (st 44’ Laureana), Cirio, Ventre (st 22’ Camara), Nani. All.: Merlo
Arbitro: Maiellaro di Parma
Note: ammoniti Piscopo e Hoti (J).
GORIZIA. C’ha provato, c’ha provato davvero la Juventina a scalare la montagna Alessandria. Verrebbe da dire che c’ha provato quasi fin troppo, considerando quanto si è sbilanciata nell’ultimo minuto per cercare l’1-1, sfiorandolo ma poi subendo lo 0-2 con un contropiede solitario di Alessio Cargiolli. È finito così il quarto di finale nazionale d’andata di Coppa Italia d’Eccellenza giocato a Štandrež, e mercoledì prossimo in Piemonte ai biancorossi di Daniele Visintin servirà essenzialmente un miracolo sportivo.
Ma, forse, quel che più conta è che la Juve è uscita dal campo a testa altissima, dopo aver giocato fino in fondo all’altezza di una delle nobili (per quanto un po’ decadute) del calcio italiano. L’Alessandria, appunto, che si è confermata squadra fondamentalmente di categoria superiore, ma in via del Carso non ha dominato.
In avvio gli ospiti hanno messo i brividi a Paolo De Mattia con una girata fuori di pochissimo di Mattia Piana al 3’ e soprattutto con un palo pieno colpito da Lorenzo Pellegrini all’8’, ma all’11’ per un soffio Cristian Zucchiatti non ha portato in vantaggio la Juve, con un diagonale destro sul quale è stato miracoloso di piede Matteo Menino.
Subito dopo, la doccia fredda per i tifosi goriziani, con Modou Diop lasciato troppo libero di colpire di testa e di insaccare sugli sviluppi di un corner. Ancora un tentativo di Eric Pagliaro e poi tutti negli spogliatoi con il punteggio aperto.
Nella ripresa pericoloso ancora Diop di testa, e coraggioso il tentativo da centrocampo di Edison Hoti, senza fortuna, così come le due conclusioni di Pellegrini e Piana che hanno dovuto fare i conti con i riflessi di De Mattia al 9’ e al 10’. Subito prima che sul destro di Hoti capitasse l’occasionissima per il pari: invece no, pallone alto.
Alto come quello su punizione di Jacopo Grion al 34’, preludio all’assedio finale goriziano, finito però male. Al 43’ Thomas Breganti ha chiesto un rigore, guadagnando solo l’angolo sui cui sviluppi Luca Piscopo ha sfiorato il colpaccio, vedendo ripartire il contropiede piemontese culminato con il raddoppio in solitaria di Cargiolli.



































