di Marco Bisiach
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Ci sono un riflettore e una clessidra a fare da conto alla rovescia, in casa Pro Gorizia. Il riflettore è puntato su Conrado Buzzi e sulle sue condizioni, e la clessidra scandisce il tempo che manca, pare breve, al suo rientro in gruppo in vista del girone di ritorno in Eccellenza. E un motivo c’è.
In una squadra che è alle prese con una classifica a dir poco deficitaria, e con una crisi realizzativa ormai cronica, la speranza oltre che al lavoro quotidiano sul campo può essere affidata praticamente solo alla possibilità di trovare nuove risorse per il reparto offensivo, moltiplicando il fatturato in zona gol e dunque aumentando le possibilità di vincere e scalare la graduatoria.
Alcune di queste risorse, chissà, potrebbero arrivare dal mercato – la società è al lavoro ma al momento non ha ancora annunciato novità -, mentre altre sono “interne”. Tra queste, in primis, Buzzi, attaccante che si era infortunato solo pochi minuti dopo aver esordito con la nuova maglia, in autunno, non riuscendo così a dare il suo contributo alla causa di una squadra che nel frattempo ha salutato anche Franco Cesana, altro attaccante argentino che non è riuscito a far fare ai biancoazzurri il salto di qualità sperato.
“Non ho ancora potuto vedere all’opera Buzzi, ma la società me ne ha parlato bene, e dunque lo attendo con fiducia – dice Gabriele Verdesca, allenatore della Pro Gorizia che in queste ore è ancora nella sua Puglia dove sta terminando di passare qualche giorno di riposo con la famiglia in occasione delle festività -. Abbiamo bisogno di lui, perché se siamo riusciti a migliorare in fase difensiva, concentrandoci sulla solidità, davanti non siamo abbastanza pericolosi e produttivi, e senza gol non potremo vincere diverse delle 17 “finali” che ci attendono nel girone di ritorno”.
Una grossa chance è già sfumata, con la sconfitta nell’ultima uscita di campionato contro il Chiarbola Ponziana. “Abbiamo pagato troppo la pressione, i ragazzi erano bloccati e l’atteggiamento non è stato quello giusto – dice Verdesca -. Ma dovremo abituarci, la pressione va superata per fare risultato”.



































