di Marco Bisiach

La classifica non cambia, e resta un problema. Il trend nemmeno, e questo preoccupa. Ma la Pro Gorizia, di certo non fortunata anche al di là dei suoi limiti e dei suoi errori, è viva. Ha raccontato questo il match della dodicesima giornata di andata d’Eccellenza giocato e perso dai biancoazzurri di Fabio Franti sul campo della Lme, che si è imposta per 1-0 con il gol dell’ex Juventina (anche questo sembra quasi uno scherzo del destino) Joan Bonilla. Un gol arrivato peraltro di testa, non esattamente la specialità della casa per il fortissimo esterno colombiano.

La Pro Gorizia è viva perché contro una delle formazioni più solide e interessanti dell’Eccellenza ha disputato comunque una partita di livello, è rimasta in gioco e nel finale avrebbe anche potuto strappare un punto. Non un qualcosa di scontato per un gruppo totalmente rinnovato e che continua a fare i conti con risultati che non arrivano, dovendo pescare risorse mentali al di fuori del secchio dell’entusiasmo e dell’autostima.

A mio parere abbiamo affrontato la squadra più forte e completa che ho visto sin qui in questa stagione – dice l’allenatore della Pro Gorizia Fabio Franti, rendendo merito all’avversario -. Il successo dei friulani è meritato, perché hanno creato tanto, e fallito diverse occasioni. Noi però ci siamo, siamo vivi, e si è visto nel finale, quando abbiamo messo più volte paura al loro portiere. Tutti coloro che sono scesi in campo hanno risposto bene, e questi sono segnali che continuano a farmi ben sperare”.

Dicevamo poi della sfortuna. Ad incarnarla è il nuovo attaccante Casemiro Buzzi, che ha esordito con i colori biancoazzurri e dopo poco più di dieci minuti ha dovuto lasciare il campo per infortunio alla spalla. Pure lui come altri due compagni nei giorni scorsi. “Non siamo davvero fortunati, in tutta la carriera non mi sono capitate cose simili – conferma Franti -. Però dobbiamo stringere i denti e guardare avanti. Spero che Buzzi torni preso, è un bel giocatore, salta l’uomo con facilità, è rapido e ha un destro educato. Caratteristiche che ci servivano”.