di Barbara Castellini

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Troppe assenze per l’Udinese, tante motivazioni per la Juventus. Nel penultimo turno del campionato 2024-2025, il team di Kosta Runjaic è incappato nella diciassettesima sconfitta stagionale, un numero sicuramente troppo elevato per quello che è stato il leitmotiv della stagione friulana. Nonostante fosse priva di sei elementi – agli infortuni di Florian Thauvin, Martin Payero e Jaka Bijol e alle squalifiche di Lorenzo Lucca e Arthur Atta, si è aggiunto anche il forfait lastminute di Iker Bravo (problema a un piede) -, l’Udinese è riuscita a tenere testa alla Vecchia Signora per un’ora. Grazie soprattutto a una prova molto convincente di Maduka Okoye. Al 16’ della ripresa, Nico Gonzalez, imbeccato da Kenan Yldiz, ha sbloccato l’incontro, favorito però da un fallo iniziale su Oumar Solet. Sull’episodio l’arbitro Giovanni Ayroldi della sezione di Molfetta ha preferito non intervenire ritenendo valida la rete dell’argentino.

L’Udinese si è affidata a qualche conclusione dalla distanza di Jurgen Ekkelenkamp per provare a sorprendere l’ex pordenonese Michele Di Gregorio, ma senza fortuna. In pieno recupero, Dusan Vlahovic, imbeccato da Yldiz (il migliore in campo), ha trafitto Okoye con un diagonale imparabile per il 2-0 finale, che spinge la Juve verso la Champions League 2025-2026. Stesso risultato dell’andata, ma andamento del match completamente diverso.

Così come l’atteggiamento dei bianconeri è stato ben differente dalla prova incolore offerta sette giorni prima contro il Monza. Adesso ci sono ancora 90 minuti da giocare. Domenica alle 20.45 (come ufficializzato da Lega Serie A), l’Udinese – senza Sandi Lovric e Thomas Kristensen, in odore di squalifica - riceverà al Bluenergy Stadium la Fiorentina reduce dal successo per 3-2 contro il Bologna, agganciato a quota 62. Con la Lazio salita a quota 65 dopo il pareggio casalingo contro l’Inter, le speranze europee dei viola si sono ridotte notevolmente, anche se nel caso di arrivo a pari punti con i biancocelesti il team di Vincenzo Italiano si qualificherebbe alla Conference League in virtù dei risultati positivi negli scontri diretti (1-2 a Roma e 2-1 a Firenze). L’Udinese può, invece, ancora sperare nell’undicesimo posto, una magra consolazione dopo aver stazionato per 28 giornate tra le prime dieci della Serie A.

(foto Petrussi)