di Mattia Piovesan
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Sono zero, ancora, i punti che il Treviso porta a casa dalla partita al Tenni di domenica. Troppe volte, in queste settimane, abbiamo letto e sentito questa frase, troppe volte per una squadra ambiziosa, per una piazza calda, per dei tifosi che al termine di Treviso-Cjarlins Muzane accolgono sotto la curva con una pioggia di fischi i propri rappresentanti, i giocatori. Il classico coro “tirate fuori i c…” non basta, e forse nemmeno serve: qui c’è un problema di testa, che sta a Parlato risolvere.
Tant’è che il gol di Fusco, che tiene botta per tutta la partita, giunge al 5° minuto, e sostanzialmente è figlio di una serie di rimpalli: il 5 si trova la palla buona, non deve far altro che spingere in rete battendo un Mangiaracina ancora troppo ottenebrato mentalmente. Ci pensano poi l’ottima difesa del Cjarlins, a chiudere qualsiasi spazio, Yabrè, un vero e proprio recupera-palloni ma anche uno splendido cervello da impostazione, e Camara, che si dimostra costantemente essere una spina nel fianco, a non far pareggiare il Treviso.
Che ci prova, soprattutto nel secondo tempo. Aliù va vicino al gol con un bel tiro a giro che si spegne sul fondo, l’entrata di Valenti dà fastidio per la rapidità e il controllo di palla del 7, Gioè combatte per pulire gli sporchi palloni che gli giungono. Nulla da fare, perché la difesa del Cjarlins sputa fuori qualsiasi cosa varchi la propria staccionata.
Finisce così quindi una partita tutto sommato brutta, in cui le occasioni sono state poche da una parte e dall’altra. Il forcing finale dei biancocelesti si trasforma in un nulla di fatto, con Valenti che spara alto l’ultima punizione dal limite della partita. Certo, da notificare il fallo di mano evidente di un Fusco già ammonito nel primo tempo: la partita sarebbe cambiata. Ma appendersi alle occasioni, qui, non porta a nulla: non possono esserci alibi a difendere questo Treviso ingolfato, che non ha più i velenosi aculei di un mese fa.



































