di Marco Bisiach
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Roberto Veneziano non è più l’allenatore del Sovodnje. Le parti si sono salutate con una decisione condivisa, al termine di un confronto molto franco arrivato all’indomani della sconfitta per 3-1 in casa del Sant’Andrea San Vito, che ha confermato una classifica al momento piuttosto complicata per la formazione isontina nel girone C di Prima categoria. Terzultimo posto con 9 punti in piena zona play out, a meno cinque da quella che ad oggi sarebbe la quota salvezza diretta.
Ma ciò che ha indotto al cambio è la sensazione che le cose non sarebbero potute migliorare senza la classica “scossa”, come racconta il presidente del Sovodnje Ladi Tomsic. “Sono sinceramente dispiaciuto, perché la situazione attuale è frutto di colpe condivise, che non sono solo dell’allenatore – dice -. Ma, si sa, quando si vuol provare a invertire la rotta nel calcio l’allenatore è il primo a pagare. Ho parlato con Roberto Veneziano, e ci siamo trovati concordi sul fatto che forse in questo momento lasciarsi era la cosa migliore per entrambe le parti. Il nuovo mister? Stiamo valutando diverse cose, contiamo di individuarlo in tempi sufficientemente brevi, non avevamo contattato nessuno perché non avevamo pensato prima ad un cambio in panchina”.
In questi giorni, e verso l’impegno di domenica contro il Costalunga, la squadra è stata affidata a Elia Lutman e a capitan Danjel Cerne.
E mister Veneziano? “Vista la situazione io e la dirigenza abbiamo concordato questo addio – spiega -. La ruota pare proprio non voler girare e dopo l’ultima vittoria che ci aveva rilanciati siamo tornati in difficoltà. È stata una metà di stagione sfortunata, abbiamo pagato nostri errori ma anche gli infortuni di Peric, Cerne, Peressini, Umek e Faidiga, e i problemi fisici di Simcic a cui auguro un pronto rientro in campo”.
Sul suo futuro, poi, il tecnico lascia aperta ogni porta. “Ora devo recuperare un po’ di energie, e smaltire la delusione, lascio un ambiente in cui sono stato bene – dice -. Sono svincolato, quindi nei prossimi mesi mi guarderò intorno, potrei tornare a lavorare con i giovani oppure valutare qualche progetto interessante tra i senior”.



































