A volte ritornano. Ti puoi allontanare per qualche anno, senti il bisogno di staccare. Sei stufo e ti vuoi disintossicare. Ma una volta che hai provato e vissuto il Carnico da protagonista, non ne puoi essere più indifferente. Una volta che ce l’hai dentro, non ti abbandonerà mai. E in questi casi cosa fai? Semplice, riprendi quelle scarpe messe da parte, le togli dal famoso chiodo e le indossi nuovamente. Perché fanno parte di te. Perché il Carnico fa parte di te. E’ il caso questo di Andrea De Barba. Classe 1987, ruolo centrocampista. Un centrocampista che sa ricoprire tutte le posizioni da centrale e che vede la porta. Anni di trionfi e vittorie nella sua Cavazzo, dopo aver giocato parecchi anni nelle giovanili del Villa. Poi il ritorno in prima squadra a Cavazzo. Vince 5 scudetti (2012, 2015, 2017,2018, 2019) e due coppe Carnia ( 2015, 2019) e le Supercoppe. Le ultime da protagonista, con quella fascia di capitano. Poi il passaggio alla Folgore, dove sfiora l’ennesima Coppa nel derby contro il Villa persa in finale. Decide alla fine di lasciare il calcio. Per dedicarsi a un’altra sua passione: la montagna. E la corsa. Appunto sulle montagne. Estate, inverno. Affiliato all’Aldo Moro, partecipa a parecchie corse. Ma al passato non puoi sfuggire. Tanti amici di Paularo cercano di convincerlo a tornare a giocare a calcio. Invitandolo nella Velox. Dove ritroverà il mister che lo aveva già allenato nella Folgore, Francesco Moser. E con lui si ripartirà dopo la delusione dello spareggio perso con il Lauco valido per la promozione in prima categoria. Grande colpo quindi in quel della Val d’Incarojo. E non sarà l’unico. Ci sono altre trattative in piedi, tutto per rinforzare una buona squadra dove sono già presenti buoni elementi, oltre a tutti i giovani in rampa di lancio. Tutto questo, per riportare la Velox nell’elite del Carnico.

Andrea De Barba con la maglia del Cavazzo