di Francesco Tonizzo
Potrebbe avere delle conseguenze anche regolamentari la tragedia che ha coinvolto Mattia Giani, atleta del Castelfiorentino, morto il 15 aprile in seguito alle conseguenze di un arresto cardiaco occorso durante la partita del giorno prima contro il Lanciotto, nell'Eccellenza Toscana.
Con l'obiettivo di tutelare la vita dei calciatori, la Lega Nazionale Dilettanti sta lavorando su alcune modifiche regolamentari. Confidando che possano andare in vigore già nella prossima stagione sportiva 2024-25.
Il presidente del Comitato regionale della Toscana, Paolo Mangini, aveva lanciato l'idea già all'indomani della scomparsa di Giani: sanzionare con la perdita della gara la mancata presenza dell’ambulanza o del dottore nel campionato di Eccellenza.
In realtà, l'obbligo della presenza del medico, almeno in Eccellenza, è già in vigore da tempo.
Al momento, l'inosservanza della regola dev'essere riportata dall'arbitro sul referto di gara ed è il giudice sportivo a comminare la sanzione pecuniaria. Arriva la multa e non si ripete la partita.
Nelle categorie inferiori, dalla Promozione alla Terza categoria e nel settore giovanile, non c'è l'obbligo della presenza sul campo durante le partite dell'ambulanza oppure del medico, anche se è consigliato e raccomandato. Abbiamo ancora vivo il ricordo di quanto fatto dal dottor Gino Zanelli, medico di Sequals e dell'Unione SMT, in occasione dell'incidente che coinvolse Alessio Cinquefiori del Camino lo scorso 21 aprile, salvandogli, di fatto, la vita.
La proposta, formalizzata e discussa nel precedente Consiglio Direttivo tenutosi a fine aprile in Calabria, è stata poi condivisa da tutti i Consiglieri nell'ultima riunione che si è svolta a Roma. La delibera emersa dalla riunione romana sarà inviata al Consiglio Federale, organo competente ad approvare le modifiche regolamentari.
Nelle ultime settimane, come già in precedenza in occasione di altre situazioni simili, si è scatenato il tam tam mediatico e sui social per chiedere maggiore tutela. C'è anche chi si spinge a chiedere la presenza obbligatoria di ambulanza e medico in ogni evento sportivo, in ogni disciplina, in qualsiasi categoria.
In base alle linee guida emanate dal Ministero dello Sport nel giugno del 2017, in merito a dotazione e l'utilizzo di defibrillatori semiautomatici e di eventuali altri dispositivi salvavita, da parte delle associazioni e delle società sportive dilettantistiche, la Regione Friuli Venezia Giulia ha imposto che ogni impianto utilizzato dalle società nel corso di competizioni dovrà essere provvisto di defibrillatore e dovrà sempre esserci una persona pronta a utilizzarlo. Di questo le società devono accertarsi prima dell’inizio di ogni gara. L’obbligo non sussiste per le attività sportive a ridotto impegno cardiocircolatorio e per quelle organizzate al di fuori degli impianti sportivi.
La presenza capillare dei defibrillatori è uno dei principali cavalli di battaglia del presidente del CONI FVG, Giorgio Brandolin. E, negli ultimi tempi, si sono anche moltiplicati i corsi BLSD, i cosiddetti Basic Life Support Defibrillation), obbligatori per tutti i preposti all'interno delle associazioni sportive.



































