di Marco Bisiach
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Quando lo scorso dicembre arrivò il triplice fischio finale dell’ultima gara prima della sosta invernale, che la Pro Gorizia vinse 1-0 in trasferta in casa del Kras Repen nel momento più alto della sua stagione, in molti probabilmente in riva all’Isonzo avrebbero voluto fermare gli orologi e incollare la pagina del calendario. La sensazione era che la sosta potesse insinuare un granello di sabbia in un ingranaggio che era diventato praticamente perfetto, e quella sensazione si è rivelata corretta.
La Pro Gorizia ha perso il ritmo e si è ripresentata cambiata al via dell’anno nuovo e del girone di ritorno in Eccellenza, anche se l’esordio è stato in verità un robusto 4-1 esterno sul campo del Casarsa. Da allora però i biancoazzurri di Luigino Sandrin hanno colto un solo punto, con il pareggio interno contro l’Azzurra Premariacco dell’ex Fabio Franti, e per il resto hanno inanellato una serie di sconfitte: cinque, di cui tre di fila contro le pordenonesi Tamai, Fiume Veneto Bannia e da ultimo Sanvitese.
I biancorossi sono passati 2-0 sul campo del “Bearzot” contro una versione ampiamente rimaneggiata della Pro Gorizia, che ha fatto vedere di non poter fare a meno di alcuni uomini fondamentali per il suo gioco. Marko Krivicic in regia davanti alla difesa se non addirittura sulla linea arretrata, ad esempio, era stata una delle intuizioni di Sandrin che avevano fatto svoltare la squadra in autunno. Il ritorno a buoni livelli e buona continuità dopo i tanti infortuni di Mattia Tuccia aveva dato spinta, esperienza e cross al bacio dalla fascia. L’inserimento di Sardi Curumi aveva offerto varianti in difesa, in attesa del recupero ad una condizione fisica adeguata di Riccardo Male. Davanti, infine, indispensabile la freschezza del folletto Alessio Kanapari, decisivo con i suoi gol.
Solo che domenica contro la Sanvitese di tutti questi in campo c’era solo Kanapari, peraltro in giornata meno ispirata del solito come del resto buona parte del reparto offensivo goriziano. Anche così si può spiegare il risultato finale contro una peraltro ottima Sanvitese di un gruppo, quello di Sandrin, che ha bisogno in primis di ritrovare la salute, per ottenere poi anche i risultati che ridaranno fiducia. Quella che tra novembre e dicembre aveva fatto letteralmente decollare i biancoazzurri, e che ora sembra invece un ricordo dalle parti dello stadio “Bearzot”.



































