di Marco Bisiach
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Visto il vantaggio a dir poco ragguardevole sulla concorrenza, non c’era nemmeno più tanto la curiosità del capire il “quando”. Il “cosa”, poi, si sapeva già. Il Centro Sedia Natisone ha coronato una cavalcata straordinaria nel girone C di Prima categoria, vincendo il titolo e conquistandosi la matematica promozione in Promozione con tre turni di anticipo. Lo ha fatto non con una vittoria ma con un pareggio, l’1-1 sul campo della Pro Romans 1921 che bastava e avanzava per stappare lo spumante.
Troppo distanti ormai tutte le altre, a partire dall’Opicina che è stata l’avversario principale di tutta la stagione. Il Centro Sedia ha messo insieme 18 vittorie, 2 pareggi e 3 sconfitte, segnando 60 volte e raccogliendo 27 palloni nella sua porta. Un ruolino di marcia vincente per un progetto altrettanto vincente e ambizioso, che ora si confronterà con il piano superiore.
Ancora da definire le posizioni da podio, perché se seconda e terza piazza sono al momento tutte giuliane con Opicina e Domio, la Bisiaca Romana avanza ancora la sua candidatura per uno dei gradini di contorno. Gli isontini hanno battuto 4-2 il Mariano, ormai davvero ad un passo dalla retrocessione matematica, e devono recuperare quattro punti al Domio che ha inflitto un colpo probabilmente letale alle speranze di salvezza del Torre Tapogliano Campolongo.
L’Opicina invece ha giocato una partita a viso aperto con un’altra bellissima realtà del torneo, La Fortezza Gradisca, che stavolta però ha perso 5-2, così come è stata travolta 5-2 anche la Roianese, da un Isonzo trascinato da Davide Lapaine e determinato a salutare la Prima categoria a testa alta. Non c’è spazio ormai per molta speranza, in ottica salvezza, per i bisiachi.
Chi invece la speranza se l’è guadagnata tutta, e oggi sarebbe in salvo, è il Sovodnje, autoritario in rimonta nel 3-1 in casa dell’Aquiliea e uscito dalla zona retrocessione, dove scivola invece un Breg in crisi, sconfitto dal Sant’Andrea San Vito e ora chiamato a ritrovare la vittoria che manca da ben cinque turni per evitare la Seconda categoria.

































