di Jacopo Puntin
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A Maniago abbiamo già parlato di un giovane super interessante come Borda, ma alla corte di mister Giovanni Mussoletto i giovani forti non mancano. Classe 2006, centrocampista, gol, personalità, fisico e intelligenza calcistica. Oggi da Ones to Watch è passato Edoardo Bortolussi.
Quali sono le tue qualità e come ti definisci come giocatore?
Mi reputo un giocatore che non molla mai, tenace e ambizioso. Sono molto abile nel gioco aereo, grazie ai miei centimetri e inoltre sono capace di recuperare palloni data la mia fisicità. Da quest'anno con i consigli di mister Mussoletto, sto migliorando molto negli inserimenti dando una mano ai miei compagni e offrendo soluzioni di gioco in fase offensiva. Queste caratteristiche rispecchiano il mio ruolo di mezz'ala, dove attualmente gioco nel Maniago Vajont. Nelle giovanili ho giocato anche come esterno o terzino, motivo per cui mi ritengo un giocatore duttile. Vorrei rendermi utile anche di più a livello realizzativo.
Hai un obiettivo o un sogno calcistico?
Come obiettivo, ovviamente, vorrei arrivare prima possibile alla salvezza con il Maniago Vajont e aiutare la squadra tramite i gol e assist. Inoltre vorrei, nuovamente entrare nei convocati per il torneo delle regioni in Liguria, anche se sotto età, per dare il mio contributo. Il mio sogno sportivo è quello di migliorare sempre di più a livello calcistico e quello di scalare nelle categorie più importanti.
Da dove viene la tua passione e hai un idolo?
Premettendo che nasco in una famiglia molto sportiva, lo sport è sempre stato fondamentale in casa. La mia passione per il calcio nasce fin da piccolo, in quanto passavo pomeriggi interi a giocare a calcio con mio fratello gemello. Nonostante ci sia stato un momento in cui praticavo sia calcio che pallavolo, la passione il calcio è sempre stata più forte, motivo per cui ho abbandonato tutto il resto e mi sono focalizzato sul calcio. Il calcio è ciò che mi fa stare bene e non potrei farne a meno. Il mio giocatore preferito è Cristiano Ronaldo, ammiro di lui la sua dedizione al gioco, invece se devo guardare al mio ruolo, mi ispiro a Bellingham per la sua fisicità e le sue capacità fi inserimento e corsa.
Dopo le domande lascio questo spazio ad Edoardo per ringraziare chi vuole e sentiamo cosa dice:
Vorrei ringraziare il mister, lo staff e tutti i dirigenti del Maniago Vajont che hanno creduto in me dandomi fin da subito un grande spazio in squadra in eccellenza, anche se molto giovane. Inoltre volevo ringraziare i miei compagni che mi hanno accolto nel mio approdo in prima squadra già l'anno scorso, li ringrazio perché mi fanno crescere grazie alla loro esperienza. Sono grato alla mia famiglia in particolar modo a suo fratello per il supporto che mi dà..
Noi ringraziamo Edoardo per essersi concesso in questa intervista e speriamo di vederlo proprio in Liguria a guidare il nostro centrocampo, perché lui è uno da tenere d'occhio.































