di Barbara Castellini

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Oltre 10mila persone attese alla manifestazione ProPal che attraverserà il centro di Udine a partire dalle 17.30 di martedì (da Piazza della Repubblica, a pochi metri dalla stazione), poco più di 9mila quelle che dagli spalti dello stadio Friuli inciteranno gli azzurri contro Israele. Sono questi i numeri di uno degli eventi più "complicati" mai organizzati a Udine. Ma la Nazionale, giunta sabato notte direttamente da Tallinn (in Estonia) sta cercando di rimanere concentrata sulla sfida in programma martedì alle 20.45 allo stadio Friuli. Una vittoria significherebbe accesso sicuro ai play off di marzo, indipendentemente dai risultati delle ultime due sfide del Gruppo I contro Moldavia (13 novembre a Chisinau) e Norvegia (16 novembre a Milano).

Così Gianluca Mancini ha presentato la gara con Israele. "Sappiamo a cosa andremo incontro, lo abbiamo visto dalla gara di andata. Ci siamo fatti rimontare da polli. Abbiamo visto quello che abbiamo sbagliato, dovremo evitare di ripetere certi errori".

Dopo una lunga assenza di un anno e mezzo, il centrale della Roma sta dimostrando di meritare la conferma in azzurro: "La Nazionale è il sogno di ogni bambino che inizia a giocare a calcio. Mi rende orgoglioso indossare questa casacca. Ogni ct prende le sue decisioni. Quando vengo chiamato, di corsa vado a prendere il treno per venire a Coverciano".

La sensazione è che Gattuso abbia restituito consapevolezza e fiducia al gruppo. Mancini conferma: "Il gruppo è la cosa più importante. Sotto l'aspetto tecnico e tattico, il mister ci mette nelle condizioni migliori per rendere. Questo è importantissimo per mettere le basi per un percorso di molti anni".

L'accesso ai play off dell'Italia passa attraverso la sfida con Israele: "Contro chiunque giochi te la devi sudare, non parti mai favorito. Non possiamo pensare troppo avanti. Pensiamo a noi stessi, a dove siamo arrivati a oggi. Vogliamo crearci un futuro importante".

A tal proposito, un passo importante in termini di crescita l'ha compiuto proprio Mancini: "Tante volte vivevo le partite in maniera, non dico sbagliata, ma nemmeno giusta. Ero troppo galvanizzato, con degli atteggiamenti che non mi appartenevano come le proteste nei confronti degli arbitri o altre cose. Quando arrivi a un'età più matura le cose cambiano. Non so se ciò mi abbia aiutato a tornare in Nazionale, però è questo l'atteggiamento giusto".

Infine, su Israele ha dichiarato: "Conosco di più Manor Solomon, ho giocato contro di lui quando era allo Shakhtar. E' una squadra ben preparata, ostica, il reparto offensivo è il migliore".