di Alessandro Craighero

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È di 1500 km la distanza tra Farra d'Isonzo (GO) e San Cataldo (CL). Tanti, evidentemente non troppi per il difensore isontino, classe'95. La scelta è ricaduta sulla Sancataldese, compagine siciliana inserita nel girone "I" della serie D. Cresciuto nella florida cantera dell'Itala San Marco, Matteo ha sposato il progetto Empoli con il quale ha giocato dai giovanissimi alla primavera. Durante questo periodo la favola nazionale U18 condita dalle presenze nei match Italia-Lettonia e dalla suggestiva amichevole Inghilterra-Italia, con 25000 spettatori a bordo campo. Mister Sarri lo fa allenare con i "grandi", facendolo scontrare con due mostri sacri come Tavano e Maccarone ma decide di mandarlo in prestito per farsi le ossa. Avventure ad Arezzo e Siracusa in serie C, prima del trasferimento alla Robur Siena, quindi altri 18 mesi in terza serie grazie alle esperienze con Rieti e Picerno. Ritorno a Rieti, in serie D, poi Derthona e Acireale, dove ha disputato i playoff promozione. Dall'estate '22 ha sposato il progetto Sancataldese, serie D-girone I, dove tuttora gioca.

Ecco le sue parole, ai microfoni di Radio Calcio FVG:

1)Matteo, tra Farra d'Isonzo e San Cataldo ci sono 1.500 km , tantissimi, cosa ti ha spinto a sposare il progetto Sancataldese?

"Due anni fa, quando giocavo a Campodarsego, per la prima volta ho avuto problemi con l'allenatore, decisi di andare via e subito venni chiamato dalla Sancataldese. Lo scorso anno è stato bellissimo, abbiamo mancato i playoff per un punto. A fine campionato mister e società hanno chiesto la mia riconferma così ho deciso di rimanere perché mi ero trovato bene con società e tifosi".

2)Nel corso della tua carriera hai girato varie squadre, ora alla soglia dei 30 anni hai ambizione di tornare tra i professionisti oppure preferiresti stabilizzarti in una realtà magari un po' più piccola?

"Ho fatto 8 anni di Lega Pro ed è normale che ci sia l'ambizione di tornare tra i professionisti. Arrivando ad una certa età, come dici tu, uno comincia anche a pensare alla famiglia e al lato economico".

3) Parliamo del girone "I" della serie D siciliana, dove attualmente giochi. In testa troviamo un trio che sta comandando la classifica, il chiacchieratissimo Trapani, il Siracusa e la Vibonese, 3 squadre importanti, abituate negli ultimi anni ad altri palcoscenici. Dammi un tuo giudizio su questo girone sia a livello tecnico che ambientale.

"Trapani, Siracusa e Vibonese sono 3 grandi piazze del sud Italia. Hanno giocatori importanti in tutti i reparti, si giocheranno il campionato punto a punto. Personalmente ho fatto quasi tutti i gironi dalla serie D alla lega pro e al sud ho sempre visto stadi pieni, per qualcuno il fattore ambientale può pesare".

4) Parliamo ora del tuo club, la Sancataldese. Attualmente la classifica dice che siete 12° con 21 punti, poco sopra la zona salvezza. La prossima sfida affronterete una diretta concorrente come il Portici, che sfida sarà?

"Abbiamo perso qualche punto per qualche disattenzione di troppo, ma sono molto fiducioso perché la squadra è viva. Domenica ci aspetta una partita importante per quanto riguarda la corsa salvezza, vincendo potremmo pensare di ambire ad altri palcoscenici".

5) Parliamo sempre della tua squadra, con quali obiettivi siete partiti e come giudichi la stagione finora?

"Il nostro obiettivo stagionale va a step come lo scorso anno, prima arriva la salvezza matematica prima si può pensare al resto. Siamo in linea con gli obiettivi di inizio stagione".

6) A 28 anni sei nel pieno della maturità calcistica e hai ancora un bel po' di anni da giocare ad alti livelli. Cosa ti piacerebbe fare dopo? Se poi vuoi giocare fino a 60 anni a Farra si può fare...

" Si, sono nel pieno della mia carriera, attualmente non penso ad altro che al pallone perché è sempre stato il mio lavoro e la mia vita. Mi sono iscritto da poco all'università nella facoltà di scienze motorie pensando al futuro, ma in questo momento non potrei mai stare senza calcio, e anche se dovessi smettere mi piacerebbe fare qualcosa in questo ambito".

7) Ci sono possibilità di rivederti in FVG?Se si dove ti piacerebbe giocare?

" Sicuramente tutte le porte sono aperte, ma a questo ci pensa il mio procuratore".

8) So che sei molto amico con Jacopo Petriccione, attualmente al Crotone, avete mai parlato un giorno di poter giocare assieme?

" Si, Jacopo è il mio miglior amico, sinceramente non abbiamo mai parlato di questo, abbiamo giocato contro parecchie volte ma mai assieme. Non si sa mai, magari in futuro, quando smetteremo, faremo qualcosa insieme.

9) Il giocatore più forte con cui hai giocato e quello più forte che hai affrontato?

" Ne menziono 2: uno è Stefano Guberti, ex Roma e Sampdoria. In allenamento era imprendibile, la domenica gli avversari si facevano il segno della croce quando se lo trovavano davanti. Il secondo è Ciccio Lodi, con quel mancino mette la palla dove vuole. Il più forte che ho incontrato è Mirco Antenucci, un grande attaccante che mi ha dato filo da torcere"

10) A quale giocatore ti ispiri?

" Siccome sono milanista e seguo molte partite del Milan , essendo anche difensore ti dico Theo Hernandez e Tomori, due difensori moderni che si giocano l'uno contro uno a tutto campo senza aver paura".