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Anche se la squadra è ancora work in progress, ci sono due certezze in casa Udinese: Arthur Atta e Iker Bravo. I due giovani talenti prelevati la scorsa estate rispettivamente dal Metz (Ligue 1) e dal Bayer Leverkusen (Bundesliga) hanno già dimostrato di possedere le qualità necessarie per poter dire la loro in Serie A. E nella stagione 2025-2026 saranno chiamati a fare quell’ulteriore step per la consacrazione definitiva.
Arrivato in sordina allo scadere del mercato estivo con la formula del prestito e riscattato nelle scorse settimane, Atta ha saputo conquistare la fiducia di mister Kosta Runjaic grazie a prestazioni convincenti e a un’eccellente duttilità. Ventisette le presenze nella sua prima esperienza in Italia, senza reti (nonostante i numerosi tentativi). Proprio questo è un aspetto che andrà migliorato, dal momento che il contributo, in termini di gol, da parte dei centrocampisti è un must per il tecnico tedesco. E già in occasione del primo test, disputato venerdì a Fagagna contro l'NK Opatija, il centrocampista francese 2003 ha rotto il ghiaccio dopo tre minuti di gioco. Ulteriori indicazioni arriveranno mercoledì, in occasione della seconda amichevole stagionale con l’Al Ahli Dubai, formazione che milita nella UAE Pro League. La gara è in programma alle 17.30 a Bramberg (nel Salisburghese) e i biglietti saranno acquistabili direttamente in loco al costo di 15 euro (gli Under 12 potranno accedere all'impianto gratuitamente).
Maggior minutaggio e una presenza più determinante in campo rappresentano gli obiettivi anche di Bravo, arrivato a Udine da fresco vincitore del campionato europeo Under 19 con la Spagna. Ventinove le sue presenze in Serie A nella passata stagione (di cui 4 da titolare contro Milan, Venezia, Genoa e Torino) con due gol all’attivo, entrambi siglati contro il Venezia, per l’attaccante classe 2005. Inutile nascondere che le aspettative nei suoi confronti sono parecchio alte. Con l’adozione di un modulo più offensivo (4-3-2-1 o 4-3-1-2) si potrebbero aprire maggiori spazi per Bravo. L’importante sarà privilegiare la concretezza e non l’ossessiva ricerca del gesto tecnico.
(foto Petrussi)


















































