di MASSIMO DI CENTA
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Filippo Lavia, difensore dell’Union Martignacco, è il classico esempio di prodotto fatto in casa: dai primi calci alla prima squadra ha sempre difeso i colori della compagine di Mirko Stella, storicamente molto attenta ai prospetti del proprio settore giovanile. Filippo ha compiuto da pochi giorni 19 anni e da questa stagione (dopo alcune convocazioni lo scorso anno ) è approdato in pianta stabile in prima squadra. Difensore centrale di sicuro affidamento, ha nella fisicità e nel colpo di testa le sue armi migliori e un paio di domeniche fa si è tolto pure la soddisfazione di segnare la sua prima rete con i grandi, infilando, naturalmente di testa, la porta del Calcio Bannia. Logicamente, ci sono alcuni aspetti che andranno migliorati, come la rapidità, soprattutto nei primi passi, cosa che spesso lo penalizza quando si trova di fronte attaccanti veloci nel breve. Su questo dettaglio sta lavorando molto in allenamento sotto la guida del mister Devid Trangoni, al quale è molto grato per averlo aiutato nel suo percorso di crescita in questi pochi mesi con la squadra maggiore. In realtà, Filippo ammette onestamente che tutti gli allenatori che ha avuto gli hanno lasciato dentro cose importanti e per questo non ne ricorda uno in particolare, perché ognuno ha saputo aggiungere qualcosa, sia al suo bagaglio tecnico che alla sua maturazione personale. La passione per il calcio è stata una logica conseguenza dell’ambiente familiare, dove il pallone è praticamente di casa: papà Lorenzo è l’attuale vice presidente dell’Union, mentre il fratello Giacomo è attaccante della formazione juniores. Il papà, come tutti i padri, è contento quando i figli giocano bene, ma sa distinguere bene i ruoli tra genitore e dirigente. Per quanto concerne le donne di famiglia, mamma Valentina è spesso presente alle partite in casa così come Giulia, la ragazza di Filippo. La loro è una presenza silenziosa, nel senso che non si intromettono mai in discorsi tecnici, ma sanno intervenire quando c’è bisogno di un supporto morale. Nella vita è impegnato negli studi all’Università di Udine, facoltà d’ingegneria industriale e per ora, essendo appena all’inizio del percorso, non ha le idee chiarissime sul suo futuro, anche se si dice soddisfatto della scelta fatta, perché la materia lo appassiona. Per quanto riguarda il calcio, non si pone limiti: per ora sta bene a Martignacco, ma se si presentasse l’occasione di un’esperienza più impegnativa non si tirerebbe indietro. Il sogno immediato, intanto, è quello di provare a salire con la squadra del suo paese: sa che la cosa non è semplice, in un girone dove la favorite sono altre, ma il pallone regala spesso sorprese ed è sempre meglio, insomma, farsi trovare pronti.



















































