di MASSIMO DI CENTA
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È arrivato alla Sacilese a inizio dicembre, eppure Davide Magli si è già fatto notare fin dalla sua partita d’esordio, avvenuto nella vittoriosa trasferta in casa dell’Ancona Lumignacco. Davide diventerà maggiorenne il 27 di questo mese e per questo abbiamo chiesto a papà Giuseppe e a mamma Michela l’autorizzazione per poter parlare di lui. A proposito di Giuseppe e Michela, i due non si perdono una partita del figlio, fin da quando ha iniziato a giocare, all’età di cinque anni nei “Primi Calci” col San Odorico. Da lì il passaggio al Fontanafredda dove è rimasto fino al primo anno di Allievi. È stato qui che ha incontrato l’allenatore che reputa il più importante della sua carriera: Hoti Harold. Il tecnico è stato il primo a credere in lui e ad intuire le capacità di Davide come laterale basso, arretrandolo di qualche metro rispetto all’impiego di esterno di centrocampo che aveva sempre rivestito. Quello con Harold è un rapporto davvero speciale, che continua anche adesso, visto che il mister segue ancora le vicende del ragazzo, incitandolo a migliorarsi continuamente.
Dopo l’esperienza in rossonero, eccolo al Tamai, dove dalla formazione juniores è stato aggregato alla prima squadra. Dal Tamai al Rive d’Arcano Flaibano, formazione con la quale aveva iniziato il campionato. A dicembre, come detto, il passaggio alla Sacilese, dettato da problemi di di studio e di distanza tra dove vive e Flaibano.
Magli è un classico esempio di giocatore di fascia: corsa, accelerazioni e fisicità fanno parte di un bagaglio che sta migliorando partita dopo partita, aggiungendo a queste la capacità di fermare l’azione avversaria ed avviare la transizione offensiva. Abile con entrambi i piedi (anche se usa il destro in modo più disinvolto), sta cercando di migliorare alcuni gesti tecnici per raffinare il controllo di palla, la precisione dei passaggi e la misura dei cross. Siamo comunque di fronte ad un prospetto davvero interessante che non per niente ha due modelli da seguire nel suo ruolo: Marcelo, ex laterale del Real Madrid ed Hakimi, giocatore del PSG. Esempi da seguire e magari da imitare soprattutto nell’evoluzione della carriera, perché Davide ha la grossa ambizione di provarci: il calcio per ora è un divertimento, ma il suo sogno è quello che diventi la sua professione. Lui però sa benissimo che la strada è difficilissima e allora, seguendo il consiglio dei suoi, ha provato a pensare anche ad un’alternativa: dopo aver terminato gli studi all’Istituto Tecnico Meccanico “Kennedy” di Pordenone c’è il progetto di iscriversi all’Univesrità , facoltà di ingegneria meccanica. Per il calcio, adesso, c’è la Sacilese: una Coppa da conquistare l’8 gennaio ed un campionato da provare a vincere con un girone di ritorno tutto da giocare.



















































