di Marco Fachin
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Chi segue da tempo la Serie D sa che c'è stato un periodo, a cavallo tra le due prime decadi del nuovo millennio, dove nel girone nostrano della quarta serie erano presenza fissa tante squadre dal blasone ben superiore alla categoria. Squadre di capoluoghi, con partecipazioni a campionati professionistici - Serie A inclusa - e addirittura con trofei di livello nazionale in bacheca. Venezia, Treviso, Pordenone, Rovigo e Triestina, per citare le più famose. Tutte loro si sono sfidate nella massima competizione dilettantistica a livello nazionale, e in alcune stagioni erano quasi tutte, salvo una o due, presenti in Serie D. A queste poi si aggiungevano compagini dal nome magari meno altisonante, ma che nelle rose invece avevano giocatori di assoluto spessore, raggiungendo un livello tale da mettere in grossa difficoltà queste nobili decadute e qualche volta, come nel caso del Montichiari, Delta Porto Tolle, della Sacilese e dell' Itala San Marco, riuscendo persino a spuntarla per la promozione. Tra loro il Tamai, il Belluno, Este, Montebelluna, Jesolo. Tutte habitué, per tanti anni, dell'Interregionale. Chiunque aveva pensato che un campionato così non ci sarebbe più stato, ma le situazioni sembrano aver fatto tornare indietro il tempo di, almeno, una dozzina di anni. Perché se andiamo a scorrere i nomi di chi, nel Triveneto, ha il diritto di partecipare alla prossima Serie D, ne leggiamo alcuni che con la categoria avrebbero poco a che fare. Treviso, Bassano, la Clivense di Pellissier. Quest'ultima erede, almeno in parte, della rimpianta favola del Chievo Verona, capace di rimanere in Serie A per quasi un ventennio e di arrivare in Europa, affacciandosi pure a quel sogno per molti chiamato Champions League. C'è stato un momento, nella scorsa stagione, in cui addirittura sembrava che questa rosa di nomi importanti potesse aumentare, fino quasi a diventare insostenibile. A quelle già presenti infatti si sarebbe potuto aggiungere il Pordenone, salvo poi non essere in grado di iscriversi ed essere costretto ad accontentarsi, forse, del campionato di Eccellenza. La Triestina si è salvata al 95' del ritorno dei play-out di Serie C con un eurogoal di Tavernelle, e fino a pochi secondi prima pareva condannata al ritorno tra i dilettanti. Il Trento, nonostante la buona rincorsa del girone di ritorno, si è salvato all'ultima giornata. Nubi nere sembravano, a un certo punto dell'annata, aleggiare anche sopra Venezia e Padova. Fortunatamente non è successo e le rappresentanti trivenete di Serie C e B, a parte i neroverdi, sono ancora tutte lì. Fatto sta che però il possibile Girone C di Serie D si prospetta uno dei più interessanti e combattuti di tutti a livello nazionale. Perché se è vero che ci sono quelle tre squadre già citate che possono guardare le altre dall'alto del loro blasone, ce ne sono altre che non hanno certo intenzione di farsi intimidire e giocare un ruolo da comprimarie. È il caso del Cjarlins Muzane, che con la conferma di Mister Carmine Parlato ha dato un segnale ben preciso a tutti i competitor di quali siano le intenzioni di patron Vincenzo Zanutta. La Clodiense di Mister Andreucci, che dopo due secondi posti consecutivi e una promozione sfumata all'ultimo minuto, ci vorrà certamente riprovare. Così come l'Adriese dell'allenatore Roberto Vecchiato e la Luparense del "Pres." Stefano Zarattini, desideroso di calcare palcoscenici più prestigiosi anche con il calcio a 11, dopo aver vinto più volte tutto ciò che c'era da vincere in Italia con il calcio a 5. A queste si vanno ad aggiungere società come l'Este e la Virtus Bolzano, sorprese dello scorso campionato, il sempre presente e tosto Campodarsego, senza dimenticare l'ambizioso progetto della Dolomiti Bellunesi affidato al direttore Luca Piazzi che, dopo le fatiche e le prestazioni a singhiozzo dello scorso anno, potrebbe aver aggiustato il tiro e beneficiare, finalmente, della sua grande esperienza e conoscenza. E poi il sempre ostico da affrontare Mestre, il Caldiero, oltre al redivivo (grazie all'acquisizione del titolo appartenuto fino alla scorsa stagione al Cartigliano) Montebelluna. Ci sono inoltre anche voci che parlano di un possibile allargamento del girone, che andrebbe a guardare in direzione dell'Emilia. Farebbero così il loro ingresso nel raggruppamento il Carpi (altra nobile decaduta che andrebbe ad aumentare il gruppo delle grandi piazze) e il Corticella. Un campionato insomma difficile e competitivo, dove nessuno andrà sottovalutato, neppure le squadre considerate di bassa classifica. Peccato che il Friuli Venezia Giulia perda il Torviscosa, salvatosi sul campo lo scorso anno ma costretto a rinunciare formalmente all'iscrizione alla prossima Serie D. Arriva però il Chions, neopromosso assieme ai trentini del Mori Santo Stefano, a rimpinguare la batteria delle regionali, sperando che la squadra pordenonese possa diventare un caposaldo della categoria dopo le buone prestazioni di qualche stagione fa.



































