di MASSIMO DI CENTA

SACILESE - UFM 3-5 (dopo i calci di rigore)

Sequenza dei rigori: Aldrigo gol – Dimas parato – Di Matteo gol - Tellan gol – Battaglini gol – Tedesco gol – Gabrieli gol – Prekaj gol – Acampora gol.

SACILESE: Onnivello, Sotgia, Magli (86’ st Toffoli), Ligios, Tellan, Prekaj, Nadin, Dal Cin (45’ st Nadal), Grotto (32’ st Dimas), Stolfo (43’ pt Tedesco), Frezza (7’ pts Castellet). A disposizione: Piccheri, Damore, Parro, Beani. Allen. M. Muzzin
UFM: Grubizza, Tranchina (30’ st’ Clede), Sarcinelli (2’ sts Lo Cascio), Cesselon (43’ st Rebecchi), Damiani, Battaglini, Molinari, Di Matteo, Cristofoli (43’ st’ Acampora), Aldrigo, Puntar (18’ st Gabrieli). A disposzione: Brussi, Iacumin, Milan, Guerin. Allen. S. Gregoratti.
ARBITRO: Nicole Puntel (Tolmezzo). Assistenti: Roberto Presotto (Pordenone), Luca Correra (Trieste). Quarto uomo: Simone Gambin (Udine).
NOTE: Ammoniti: Battaglini, Dal Cin, Prekaj, Nadin, 15’ Dimas, Castellet. Angoli 8 a 6 per l’UFM d’angolo: 6-8. Recupero 1t. 2’ - 2t. 3’. Spettatori: 1200.

MONFALCONE. Si decide ai rigori la finale di Coppa Italia di Promozione, dopo 120’ giocati magari tecnicamente non benissimo, ma intensi, vibranti e sempre sul filo dell’equilibrio. Considerate le condizioni ambientali e la sosta invernale durata oltre 20 giorni, lo spettacolo offerto dalle due squadre si è dimostrato assolutamente degno dell’evento. Hanno provato entrambe a vincerla questa sfida, ma l’accortezza, la prudenza, la concentrazione e l’identico modulo tattico adottato hanno prodotto poche occasioni da gol ed in quelle poche Grubizza e Onnivello hanno risposto alla grande. Si diceva di 120’ molto equilibrati e, come si dice in questi casi, alla fine il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto. Ma doveva esserci un vincitore e quindi si è affidato ai calci di rigore il verdetto di questa finale. Calci di rigore che si portano dietro tante storie: quella di entrambe le squadre, che proprio dagli undici metri avevano costellato il loro cammino per arrivare a questa finale. La Sacilese sia ai quarti (con l’UBF) sia in semifinale (con il Tolmezzo); l’UFM ai quarti contro il Rive d’Arcano Flaibano. C’è poi la storia di Dimas, uno che sui calci da fermo ha costruito tanta parte della sua formidabile carriera ed invece alla fine della serie sarà l’unico a non fare gol, complice anche la deviazione col palmo della mano di Grubizza. Ma anche la storia di Acampora ha un qualcosa di magico: il giocatore che non ha mai dimenticato Monfalcone e da qualche settimana ci è tornato, alla fine ha realizzato il rigore decisivo, quasi a significare che le sua nuova avventura da quelle parti sembra essere partita col piede giusto. Infine, ci sembra doveroso spendere due parole sulla direzione di gara: Nicole Puntel di Tolmezzo è stata semplicemente perfetta. Non lo scriviamo per enfatizzare il suo operato in considerazione del fatto che è donna e chissà perché le donne, nel contesto calcistico, non riescono ancora a “convincere”, forse più per un concetto culturale piuttosto che discriminatorio. No, la Puntel ha semplicemente arbitrato benissimo, aiutata anche dal comportamento estremamente corretto dei giocatori scesi in campo: decisa, sicura, sempre sul punto dell’azione e bravissima a capire lo sviluppo dell’azione.

Nella foto di copertina l'UFM festeggia con la Coppa