“Ogni volta che un bambino prende a calci qualcosa per strada, lì comincia la storia del pallone”. E’ con questa frase di Jorge Luis Borges stampata nel fascicoletto illustrativo che Stefano Mecchia, mente del Torneo di calcio giovanile “Parco delle Colline Carniche”, dà il benvenuto a tutti i presenti nella sala Giatti, sopra la posta, a Villa Santina per la serata informativa denominata “Un Car(N)ico di valori”. Volutamente scritta così con la “N” tra parentesi per far capire i valori quelli ancora sani che devono esistere nel calcio e nel mondo dello sport in generale. Tre relatori di eccezione avevamo detto qualche giorno fa, il Dottor Luca Modolo, Marco Stoini e Giorgia Deiuri. Con Stefano Mecchia in versione di moderatore. Lui, la mente di tutto questo progetto iniziato in quel lungo viaggio 15 anni fa e che vuole espandersi nel futuro immediato anche verso altri sport. Perché i mancati valori non stanno venendo meno solo nel calcio, ma si stanno facendo strada anche in altri sport non di contatto, come la pallavolo. Purtroppo!. Tante le autorità presenti, dalla Federazione di Tolmezzo con Maurizio Plazzotta all’Aia con Fabrizio Marchetti e Nicola Forgarini, all’Associazione allenatori nella persona di Fausto Barburini. E tanti altri a rappresentare altre realtà a cui si dovrebbe dare più risalto per il lavoro oscuro che c’è dietro. E anche il nostro Renato Damiani chiamato in causa come giornalista per il suo punto di vista verso gli ultimi fatti accaduti nei campi. Parole forti e parole dure durante gli interventi che si sono susseguiti nella serata. Soprattutto VITTORIA E SCONFITTA. Imparare a crescere con la sconfitta e perdere con dignità. Dove l’educazione sportiva deve giocare un fattore importante, il trasmettere il valore del rispetto. Perdere non è un fallimento ma un’opportunità per crescere. E qua metto una citazione molto significativa sentita ieri sera: “Non esiste la sconfitta. O si vince o si impara”. Sottolineando l’importanza che deve rivestire oggi la figura dell’allenatore, così come famiglie in primis e istituzioni come la scuola. Unico neo, la poca presenza della popolazione. Come sottolineato da Fausto Barburini. Un evento così di informazione e sensibilizzazione non deve passare inosservato. Perché il futuro dei ragazzi lo dobbiamo costruire noi e aiutarli. “Ad maiora semper” mi viene da dire. Per migliorare e crescere con sani valori!

Nei prossimi articoli potrete leggere le parole dei protagonisti della serata.