Tutto nasce scherzosamente da una foto. Per poi trasformarsi in una bella chiacchierata ripercorrendo gli anni a Cavazzo, le esperienze nei regionali e come tecnico, prima facente parte della Federazione di Tolmezzo a capo delle SGS con particolare interesse per i bambini e i settori giovanili da far crescere in Carnia e non lasciare alla deriva. Poi l’esperienza a Tolmezzo sempre a capo del settore giovanile. Ora l’incarico più prestigioso quello di responsabile tecnico territoriale per sgs, centro federale e aree di sviluppo. Un incarico importante sempre con quell’occhio di riguardo per i più giovani. In attesa proprio della riunione di stasera indetta dalla delegazione di Tolmezzo per fare un punto della situazione in Carnia per gettare le basi per la nuova stagione e per trovare soluzioni per l’evidente decadenza dei settori giovanili in zona. Leggiamo dunque le sue parole.

LA VOGLIA DI GIOCARE ANCORA

Sono troppo giovane per smettere (se la ride ndr). Sicuramente provare a vincere la stella è un bell’obiettivo ma giocare ed allenarmi mi piace e mi diverte ancora molto, quindi è stata una scelta naturale.

I CAMBIAMENTI NEL CARNICO NEGLI ANNI

Ai miei tempi.. i giovani di oggi…Il campionato carnico sicuramente è cambiato in questi anni, ma credo che sia fisiologico, ogni generazione è figlia del suo tempo e ogni aspetto ha le sue peculiarità positive e negative. Quella che non è cambiata è la passione di tante persone, dirigenti, giocatori, tifosi che accompagnano tutto il movimento. A livello mediatico sicuramente c’è stata un’upgrade importante.

LA CARRIERA E IL MONDO REGIONALE

Sinceramente rifarei tutte le scelte che ho fatto nella mia carriera. Tutte le scelte fatte mi hanno permesso di percorrere un viaggio che mi è piaciuto molto. Uscire dal carnico è stato molto formativo a livello calcistico, oltre ad aver conosciuto tante persone con cui ho stretto legami di amicizia. Calcisticamente poi ho ancora due obiettivi: la stella con il Cavazzo e vincere una coppa Carnia, quindi il viaggio continua.

SETTORI GIOVANILI IN CARNIA

Domanda difficile, ci sono tanti aspetti da prendere in considerazione dal calo demografico e un bacino di ragazzi meno propenso alla motricità o dalle tante opzioni sportive e non di scelta. Poi la nuova norma degli svincoli, una maggior difficoltà a reclutare dirigenti o allenatori e l’aumento dei costi per società e genitori. Tutto ciò rende più difficile fare settore giovanile. Sicuramente è necessaria una profonda riflessione e valutare tutti gli orizzonti possibili e poi scegliere una strada e poi il tempo dirà se la scelta è stata corretta.

Quello che credo sia necessario ad oggi è offrire ai ragazzi un ambiente di apprendimento sereno e stimolante, proiettato alla formazione e NON al risultato ad ogni costo, con personale qualificato, non solo dal punto di vista calcistico ma anche pedagogico/educativo che possa appassionare i ragazzi e diminuire l’abbandono precoce.   

Per quanto riguarda la Carnia le poche società rimaste e fare settore giovanile fanno fronte a tutte queste difficoltà e fanno i salti mortali per far giocare i pochi ragazzi del territorio nonstante le poche risorse, mi sento di elogiarle perché ognuna a modo loro sta cercando una soluzione.                                                          

FUTURO

Personalmente penso possa essere una possibilità concreta di spostare l’intero movimento giovanile dal carnico al mondo regionale.

Jacopo Valent