CAPITOLO 12: EDOARDO E LA VIOLA
L’emozione di questo viaggio durato dieci anni che ti porta dalla nascita in terza categoria all’elite del campionato carnico, spalla a spalla contro le squadre più forti dell’intero panorama carnico. E per essere capitano in prima categoria poi, è un’emozione indescrivibile. Ci siamo anche noi e non vogliamo essere di passaggio. Arriva qualche buon acquisto ma senza snaturare la nostra filosofia: andare avanti con i giovani con i quali siamo cresciuti. Battagliare su ogni campo e contro ogni avversario e come tutti, porsi ovviamente l’obiettivo della salvezza. Si sa quanto sia dura ma se non ci provi, non ha neanche senso il tutto. Dopo l’assaggio di coppa in cui cerchiamo di trovare la quadratura giusta, la partenza in campionato è tutta in salita. Subito Cavazzo, Folgore, Campagnola. Proprio il derby poi alla prima di campionato. Partita di sofferenza come era prevedibile ma resistiamo e alla fine è un punto che vale oro. Il nostro primo storico punto in prima categoria. Ce la giochiamo anche contro la Folgore ma arriva una sconfitta così come con Campagnola e Lauco. Poi sembra che ritroviamo un po’ morale, gioco e rientriamo in corsa per giocarcela. Pareggio scialbo a Pontebba, poi belle vittorie convincenti con Illegiana e Real. In una stagione lunga come questa poi, sai che non si può mai abbassare la guardia e oltre a questo continuiamo a fare errori proprio ingenui e a questo livello non te lo puoi permettere. Arrivano sei sconfitte consecutive, c’è agitazione ma è comprensibile. La classifica non sorride ma mai mollare. La vittoria con il Campagnola ci fa ritrovare un minimo di serenità ma poi sarà anche l’ultima. L’ultimo periodo di stagione è veramente difficile, arrivano altre due sconfitte e il pareggio nella gara bruttissima contro l’Illegiana. Facciamo fatica a creare, a segnare e continuiamo a subire gol con ingenuità pazzesche. Purtroppo non ci riprenderemo più e arriva la retrocessione. Abbiamo assaggiato la prima categoria. Un giorno, spero al più presto ci piacerebbe ritornarci con più consapevolezza e conoscenza questa volta e soprattutto per restarci.




































