di Mattia Piovesan

Ancora una volta, Portomansuè è giunto dalle parti dell’alta classifica, mancando però in conclusione di mordente per attaccare le zone nobili. Fa male, ma nemmeno troppo considerando tutto e vedendo anche come si era messo il campionato nelle ultime giornate, con Sandonà in grande forma che aveva allungato, ed infatti chi fa direttamente gli spareggi nazionali sono proprio i biancocelesti. Forse però quel che fa male è l’essere arrivati ancora lì ma aver dovuto mollare la corda nelle ultime giornate, come un leitmotiv che solo raramente si è spezzato, nella stagione 22/23 quando si sono giocati i playoff.

L’ultimo pareggio contro il Vittorio Falmec serve unicamente a Sandonà, ma i giochi ormai sono fatti. È stata tutto sommato una buona stagione, che permette di ricaricare le pile in tranquillità ora in vista della prossima. La squadra era stata rinnovata molto, ringiovanita ad inizio anno anche in panchina con l’arrivo di Zoppas, i risultati sono simili agli anni scorsi ma forse l’occhio attento potrebbe dire che in realtà è andata anche bene considerando i cambiamenti in squadra.

È doveroso quindi dare i meriti alla società, che l’anno prossimo ripartirà con ambizioni differenti. Se Zoppas verrà riconfermato, il suo lavoro partirà da basi diverse: prima che allenatore, il quarantaseienne è uomo attento e scrupoloso, valorizzatore del capitale umano, e può assolutamente fare bene rispetto a ciò che ha a Mansuè, dando i ritmi giusti ad una squadra che dovrà essere brava a tenere i suoi pezzi pregiati, come Berardi.

Ecco che quindi i biancoverdi ripartono il prossimo anno da certezze consolidate, pronti a fare un grande campionato. Ci saranno squadre affamate, ma anche Portomansuè lo sarà: è fondamentale almeno tentare di spezzare quella sorta di maledizione che vede la squadra riuscire certamente quasi sempre ad arrivare in zone elevate di classifica, senza però praticamente mai affondare il colpo.