di PUGACCIO
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L’Asd Isontino Calcio, il sodalizio calcistico giovanile del presidente Gianluca Ceglia, lancia una straordinaria sfida al calcio tradizionale con il Futs-All: un progetto rivoluzionario di calcetto inclusivo che mette al centro la persona, indipendentemente dalle abilità fisiche o cognitive.

Il Futs-all è una innovativa ed eccezionale disciplina sportiva che trae inspirazione dal calcio a 5, ma è regolata da norme uniche che ne garantiscono dinamicità e imprevedibilità. Si basa sui concetti di "design for all" e "inclusive design": ogni partecipante gioca con le stesse opportunità e gli stessi prodotti.

Attraverso un regolamento specifico, il gioco acquisisce sviluppi e dinamiche tali da valorizzare il contributo di ogni singolo membro partecipante.

Ne abbiamo parlato con Alberto Pin responsabile dell'iniziativa.
Alberto, di che tipo di attività sportiva trattasi?
Attenzione! Non è un’attività "per disabili", ma uno sport dove normodotati e disabili giocano insieme nella stessa squadra, composta sia da ragazzi che da ragazze, si potrebbe definire uno sport per tutti.
Raccontaci di questo incredibile e vostro progetto
Il nostro progetto, nato nel 2024 per garantire continuità sportiva ad alcuni ragazzi disabili che potrebbero faticare a trovare spazio nelle categorie agonistiche ordinarie, si è trasformato in un vero e proprio "laboratorio di comunità". Grazie all’adesione al Futs-All cerchiamo di creare uno spazio protetto ma competitivo, dove chiunque può continuare a giocare a calcio concentrandosi sulle proprie abilità e non sui propri deficit. Con questo progetto siamo l’unica realtà affiliata alla FIGC che sviluppa un progetto tecnico in quale confluiscono la partecipazione a campionati giovanili organizzati dalla federazione stessa. La realizzazione di progettualità di calcio integrato come proposto dal Settore Giovanile Scolastico e la creazione di uno spazio inclusivo che diventa la continuazione del progetto di calcio integrato per gli atleti che non riescono a proseguire nelle attività agonistiche.
Questa inclusione da chi parte?
A proposito di inclusione, siamo inoltre convinti che questa debba partire dagli stessi ragazzi: il progetto si prefigge di far allenare e giocare nella nostra squadra di Futs-All i ragazzi che compongono le squadre agonistiche under 14, 15, 16 e 17. Facendo così, abbiamo riscontrato che il Futs-All si integra nel tessuto sociale abbattendo la visione "assistenziale" che spesso accompagna lo sport per disabili: nel Futs-All, ogni giocatore ha una responsabilità precisa e riesce a far capire ai giovani giocatori agonisti che si può raggiungere il successo dipende realmente dal contributo di tutti anche dei giocatori meno abili. Ecco che l’inclusione viene garantita favorita dal fatto che gli atleti normodotati coinvolti sono spesso coetanei dei ragazzi disabili (dai 9 ai 17 anni), creando un legame di crescita comune e l’abbattimento delle barriere viene garantito in quanto lo sport diventa un veicolo per sviluppare empatia e rispetto, trasformando la diversità in un valore aggiunto anziché in un limite.
Dacci un po' di numeri
Attualmente il progetto coinvolge 53 persone, tra cui: 19 atleti con diverse abilità (inclusi atleti in carrozzina), 28 giocatori normodotati (uomini e donne) di cui 14 provenienti dal settore giovanile della società.
Chi coordina il tutto?
Uno staff multidisciplinare composto da quattro allenatori, uno psicologo e un social manager. Il progetto è in costante evoluzione: per noi non è solo sport, ma un impegno sociale concreto che si allinea agli obiettivi dell'Agenda 2030 dell'Onu, promuovendo la salute (SDG 3) e riducendo le disuguaglianze (SDG 10). Come sottolineato dalla società, la diversità diventa un valore aggiunto che supera l'ostacolo della diversità e mette in luce l'atleta.
Partecipate a delle competizioni?
Quest’anno abbiamo partecipato al primo torneo sperimentale indetto dalla LND FVG in collaborazione con la SPIN e probabilmente il prossimo anno parteciperemo con due squadre in modo di dar più spazio a tutti i tesserati. Infine, ma non meno importante, si punta a consolidare il modello di "tutoraggio" reciproco tra atleti, dove ogni giocatore diventa il punto di riferimento per l'altro, creando una mentalità sportiva basata sulle capacità individuali piuttosto che sulle differenze.




































