di Marco Bisiach
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Quello della partita interna contro il Muggia 1967 è stato un finale decisamente amaro, per la Pro Gorizia. In pochi istanti, ad un paio di minuti dalla fine del recupero, un possibile pareggio che avrebbe contribuito a muovere la classifica ma soprattutto a regalare morale ai biancoazzurri si è trasformato nell’ennesima sconfitta per 2-1. Il tutto condito dai dubbi legati alla possibile posizione di fuorigioco di Massimiliano Cofone in avvio dell’azione del gol partita.
Ecco perché mister Fabio Franti parla di “un’altra beffa”, per la sua squadra, che non vede premiati i progressi nel gioco e nella continuità dai risultati. “Siamo molto rammaricati – dice Franti -. Il pareggio ci stava tutto, ma direi forse anche qualcosa di più, perché il Muggia 1967 ha fatto gol nelle uniche due vere occasioni da rete create. Noi ne abbiamo avute diverse, sia sullo 0-1 che sull’1-1. Il pareggio mi stava addirittura un po’ stretto”.
Poi c’è l’episodio tanto discusso. “Hanno protestato in tanti, non so dire se ci fosse fuorigioco o meno, ma dovevamo essere più bravi a restare attenti e portare a casa anche il punticino che ci faceva comodo – spiega l’allenatore della Pro Gorizia -. Però purtroppo gli episodi ci girano sempre storti e vedo che nel dubbio la nostra squadra non viene mai calcolata, lo dico ormai da più partite. Questa è la realtà”.
La partita contro il Muggia 1967, terminata con un dispiacere in casa Pro Gorizia, era iniziata invece con una bella novità. O meglio, un ritorno. Le squadre erano entrate in campo non più dall’accesso laterale degli spogliatoi, ma dallo storico sottopassaggio che è stato sistemato e reso nuovamente agibile, dopo un decennio di chiusura. Una piccola chicca che rende ancor più affascinante lo stadio “Bearzot”. E, in futuro, la Pro spera di poter percorrere quelle scalette con il sorriso sul volto.



































