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Nella letteratura e nella cinematografia internazionali l’Olandese Volante era un vascello fantasma destinato a navigare in eterno senza mai poter tornare a terra. A Udine, invece, l’Olandese Volante ha sembianze umane, quelle di Jurgen Ekkelenkamp. Dopo la splendida rete realizzata contro il Napoli che ha consentito al team di Kosta Runjaic di conquistare un preziosissimo punto, domenica al Bluenergy Stadium contro l’Empoli il centrocampista classe 2000 si è ripetuto. La sua prima doppietta in Serie A ha spianato la strada all’Udinese verso il nono successo in campionato, completato dal 3-0 firmato da capitan Florian Thauvin.
A inizio febbraio Ekkelenkamp aveva promesso che avrebbe iniziato a segnare qualche gol. Detto fatto. Nelle ultime due gare ne ha segnati tre, diventando il terzo marcatore bianconero dopo Lorenzo Lucca (9 reti) e Thauvin (6). Merito sicuramente della sua crescita – come avevamo già evidenziato nelle scorse settimane -, ma anche di un modulo che esalta le qualità dei centrocampisti.
Anche contro l’Empoli, infatti, Runjaic si è affidato al 4-4-2, con una sola “eccezione” rispetto all’undici schierato al Diego Armando Maradona: in difesa al posto di Thomas Kristensen è stato inserito Kingsley Ehizibue, completamente ristabilitosi dall’infortunio. Una scelta che è stata ripagata dalla buona prestazione dell’olandese classe ’95. In generale, tutti i bianconeri hanno superato l’esame di maturità. Un’eccezione, visto che negli ultimi anni l’Udinese ha spesso deluso le aspettative nel momento in cui doveva confermarsi. Domenica, invece, ha avuto la meglio su un avversario non certo facile da affrontare, affamato di punti vista la classifica, e molto bravo a creare diverse occasioni importanti nell’arco dei 90 minuti.
La compagine friulana, però, ha dimostrato un valore tecnico nettamente superiore con un Thauvin ispiratissimo, un Arthur Atta sempre più prezioso e una panchina in grado di offrire validissime alternative (Martin Payero, Alexis Sanchez e Iker Bravo, per citarne alcuni). Ora l’Udinese ha un’identità e una solidità ben definite. E con 33 punti già “stivati” ora può navigare con serenità verso nuove mete.
(foto Petrussi)










































