di Marco Bisiach
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Siamo spesso, troppo spesso abituati ad ascoltare polemiche o discutere di polemiche, nel calcio d’oggi, a tutti i livelli. Talvolta, però, capitano episodi capaci di scaldare il cuore degli appassionati veri e rispolverare i valori alla base dello sport, quelli che animano fondamentalmente tutti i dilettanti. Episodi come quello andato in scena nell’ultimo turno della fase a gironi della Coppa Regione di Seconda categoria, nella partita che ha visto il Mossa imporsi 4-1 in rimonta sul campo del Cgs Calcio e assicurarsi così il passaggio del turno come prima classificata del girone H.
Ma ciò che più interessa di questa partita, e anche quel che il Mossa stesso tiene a far emergere, è stato l’atteggiamento sportivo dei padroni di casa, che non hanno approfittato della buona sorte e di una svista del direttore di gara per prendersi magari un risultato di prestigio.
Lo racconta il direttore sportivo dei mossesi Lorenzo Santillo. “Il punteggio era sull’1-1, e su un rinvio lungo della difesa dei nostri avversari un giocatore è scattato verso la porta – dice . Il nostro portiere Paganelli lo ha nettamente anticipato in uscita, ma quando già stava per rimettere il pallone in gioco l’avversario è inciampato involontariamente su di lui, ed entrambi sono finiti a terra. L’arbitro ha fischiato, ma anziché assegnare un fallo per noi, tra l’incredulità generale ha disposto il rigore per il Cgs”.
A quel punto, la sorpresa. “Il numero 10 avversario Bonetti, che già aveva segnato uno splendido gol su punizione, si è confrontato con la sua panchina, e poi ha parlato con il nostro portiere, spiegandogli che avrebbe fallito volontariamente il rigore, perché ingiusto – continua Santillo -. E così ha fatto, calciando tra le braccia di Paganelli. Un bellissimo gesto di sportività per il quale vogliamo complimentarci con il Cgs Calcio, e che rappresenta anche un messaggio alla classe arbitrale: da parte delle squadre c’è la volontà di essere collaborativi e di confrontarci su quanto succede in campo, ma serve parlarsi e venirsi incontro tutti”.



































