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Sono bastate meno di quarantottore alle forze dell'ordine per individuare uno dei responsabili degli insulti a sfondo razzista rivolti sabato sera al portiere del Milan Mike Maignan. Si tratta di un uomo quarantaseienne residente nella provincia di Udine, che sarebbe già noto alle forze dell'ordine. Il Questore di Udine Alfredo D'Agostino ha emesso un Daspo di cinque anni, mentre l'Udinese, come annunciato, ha bandito l'uomo dallo stadio Friuli a tempo indeterminato, con effetto immediato.
E mentre le indagini proseguono per l'individuazione di eventuali altre persone coinvolte, i tifosi friulani, pur riconoscendo la gravità dell'episodio, chiedono maggior rispetto, ricordando che si tratta di un avvenimento estremamente circoscritto a pochissimi soggetti. A tal riguardo, anche l'Associazione Udinese club è intervenuta attraverso in un comunicato, pubblicato sui propri canali social martedì pomeriggio, in cui ha ribadito: “Pur consapevoli dell'esistenza del grave problema del razzismo consideriamo assolutamente fuori luogo tacciare il popolo friulano di tale atteggiamento discriminatorio ed invitiamo tutti gli addetti ai lavori a moderare le definizioni che possano descrivere in maniera negativa un ambiente sano come il nostro, che al contrario si contraddistingue per ospitalità ed accoglienza”.
Nella serata di martedì, invece, il Gruppo Udinese club Autonomi (GUCA) ha espresso tutto il suo disappunto in merito alla decisione del Giudice sportivo di far disputare il match con il Monza a porte chiuse, penalizzando di fatto oltre 20mila tifosi: “Ovviamente condanniamo qualsiasi forma di offesa razziale - si legge -, ma penalizzare un intero stadio per il comportamento scorretto e vergognoso di pochi soggetti, che tra l’altro sono già stati individuati e allontanati dallo stadio, a titolo definitivo, dalla società, non sembra equo”.
(foto Petrussi)































