di MASSIMO DI CENTA

Zero punti in 7 partite, due gol fatti e 30 subiti: è questo lo score del Saronecaneva attualmente all’ultimo posto della classifica del girone A di Promozione. Che potesse essere una stagione difficile si sapeva in casa biancorossa, ma come dice il presidente Stefano Carlet (nella foto di copertina) non si fanno drammi.
«In fondo, - spiega il massimo dirigente – abbiamo la squadra con l’età media più bassa dell’intero campionato e quando si lavora coi giovani si sa che le cose vanno valutate nel lungo periodo».
Quindi non è deluso dall’andamento del torneo?
«Lo scorso anno ci siamo salvati ai play out, dopo un girone di ritorno davvero esaltante: questo non significa che la storia possa ripetersi, ma è per dire che nel calcio non c’è niente di scontato».
Ma davvero non è neanche un po' deluso?
«Non si tratta di essere delusi, ripeto, le difficoltà ce le aspettavamo. Vorrei soltanto che i miei ragazzi fossero un pochino più umili: giocano in un campionato difficile ma non si devono sentire arrivati, una volta approdati alla prima squadra. Bisogna lavorare sul campo, impegnarsi, tenere alla maglia e cercare di migliorarsi, perché solo così si cresce».
E comunque la vostra è una società molto impegnata per quanto riguarda il calcio giovanile.
«Certamente, abbiamo Primi Calci, Pulcini, Esordienti e Juniores, in un contesto geografico che vede mole società nelle zone limitrofe. Cerchiamo di mantenere una struttura che possa rifornire la prima squadra nel tempo, anche perché con i tempi che corrono è l’unica politica attuabile. Le risorse economiche sono quelle che sono: le difficoltà del momento sono palpabili. La nostra è una zona dove non ci sono industrie, per cui dobbiamo essere grati a quei piccoli sponsor che ci danno una mano».
E a livello di risorse umane come vanno le cose?
«Il nostro è un comune di circa seimila abitanti e quindi i numeri non ci sono di grande aiuto, soprattutto perché il covid ha diminuito di molto la socialità».
E in più avete anche l’impegno del calcio femminile.
«Sì, la nostra squadra partecipa al campionato d’Eccellenza veneto ed è facile capire che non sia un compito semplice avere a disposizione tante persone che collaborano per la società».
La classifica attuale non autorizza ad un grande ottimismo,ma lei ha più volte ripetuto che retrocedere non sarebbe una tragedia.
«E lo confermo. Dopo il fallimento della società di sette anni fa abbiamo dovuto ricominciare da zero , ben consapevoli che sarebbero arrivati tempi difficili. Ecco, il nostro lavoro con i giovani è un’opzione sul futuro».