di Barbara Castellini

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Un passo indietro pericolosissimo è quello che ha compiuto ieri sera l'Udinese allo stadio Diego Armando Maradona. Dopo l'ottima prestazione offerta domenica in casa contro la Fiorentina – che però non ha fruttato punti – i bianconeri ieri sono incappati nel secondo ko consecutivo, il terzo stagionale. Difficile commentare la serie di errori individuali e di squadra che hanno portato a un passivo (4-1), che lascia ben poco spazio alle interpretazioni. Unica nota lieta la rete realizzata da Lazar Samardzic all'80', che avrebbe potuto riaccendere le speranze. Avrebbe, dal momento che dalla ripresa del gioco sono passati meno di sessanta secondi per il 4-1 siglato da Giovanni Simeone, che ha di fatto chiuso il match. Il pregevole gesto tecnico del centrocampista serbo – attualmente unico marcatore bianconero con due gol siglati – non è sufficiente ad “alleggerire” la situazione in casa bianconera.

È la classifica a spaventare maggiormente: con soli tre punti dopo sei giornate disputate, i bianconeri sono sprofondati al terzultimo posto della Serie A, davanti soltanto a Empoli (che ha gli stessi punti, ma una peggiore differenza reti e, oltretutto, sarà il prossimo avversario in trasferta venerdì 6 ottobre) e Cagliari, fermo a quota 2. In quest'ottica il confronto interno con il Genoa, in programma domenica alle 15.00 si configura come uno spartiacque della stagione. Per l'Udinese e per mister Andrea Sottil. Seppur la società abbiamo sempre dimostrato piena fiducia nel tecnico piemontese, un eventuale passo falso allo stadio Friuli – ribattezzato da ieri Bluenergy Stadium – potrebbe aggravare in modo drammatico la posizione del team friulano e ciò potrebbe provocare decisioni “forti”. Un'eventualità che tutti si augurano possa essere scongiurata da un risultato positivo contro il Grifone, che riporti serenità nello spogliatoio e nell'ambiente bianconeri. Tutto può ancora succedere.