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Non giocare, se non verranno accolte le istanze. E’ la provocazione, che somiglia molto a una concreta minaccia, che i presidenti delle società del calcio del Friuli Venezia Giulia hanno espresso nella riunione del 30 luglio a Cervignano.

All’incontro, promosso da Giorgio Tellini e Matteo Menarbin e ospitato al teatro Pasolini, grazie all’ospitalità concessa dall’Amministrazione Comunale (presenti per un saluto gli assessori Giovanni Di Meglio e Carlotta Francovigh), hanno partecipato diversi dirigenti, in rappresentanza di una sessantina di società regionali.
Sul palco, oltre a Tellini e Menarbin, era presente pure Stefano Mainardis, vice-presidente del Tamai Calcio, commercialista e consulente aziendale, che ha illustrato i tratti salienti della riforma dello sport, entrata in vigore ai primi di luglio, dopo un iter legislativo iniziato più di tre anni fa dall’allora ministro Vincenzo Spadafora e la cui entrata in vigore è stata prorogata tre volte.
Una riforma che non piace ai dirigenti calcistici del Friuli Venezia Giulia.
Nel corso dell’incontro - nel quale i toni sono stati sereni, costruttivi e risoluti - sono emerse diverse prerogative, espresse dai tanti presenti che hanno avuto modo di dire la propria, in un clima di aperto e franco confronto.
In primis, è stata sottolineata la necessità di rappresentanza, in seno al Governo del calcio, per colmare una storica lacuna. Ogni componente del mondo del pallone è rappresentata anche dal punto di vista sindacale: giocatori, allenatori, arbitri. I presidenti non possono dire lo stesso e, in un momento nel quale la riforma dello sport incide in maniera concreta sulle responsabilità in capo ai numeri uno delle società, ecco che i presidenti stessi reagiscono.
Forse tardi, rispetto a una riforma della quale si parla, si scrive e si sa da anni. In ogni caso, i sessanta di Cervignano hanno voluto formare un fronte comune, ribellandosi alla situazione.
Il casus belli è il diniego dei dirigenti al voler diventare “datori di lavoro” di loro tesserati, con tutte le implicazioni fiscali, previdenziali e contrattuali che ne derivano. Su questo elemento è stata evidente l’unanimità di consensi che la platea del teatro Pasolini ha dimostrato.
Vieppiù, uno dei concetti emersi a Cervignano è che la riforma rischia di creare danni anche con l’onda lunga: impedirà il ricambio generazionale dei dirigenti, perché oggi nessuno vuole più avvicinarsi al ruolo e proporsi con nuove realtà sportive.
I termini della protesta?
In prima istanza, la volontà è quella di richiedere di allungare il periodo transitorio, prima dell’entrata in vigore completa ed efficace della riforma. Al momento, la moratoria per adeguarsi è per ora prevista fino a tutto ottobre. “Abbiamo iniziato la stagione con delle regole e, a stagione in corso, ne hanno messe altre”, uno dei moniti di Giorgio Tellini.
In secundis, non pagare la tassa di iscrizione, i cui termini scadono il 10 agosto. In questo senso, qualche società si era già messa in regola nei giorni scorsi e non c’è stata linearità nelle posizioni, seppur sostanzialmente tutti si siano detti d’accordo sulla ratio della proposta. Appare chiara, invece, la volontà di non pagare espressa da chi non ha ancora saldato la rata: c’è ancora qualche giorno di tempo, in attesa degli eventi, quindi questa situazione è in fieri.

Importante è stato il capitolo dedicato ai Premi di Tesseramento e di Preparazione tecnica, in vista della stagione 2023/24, stabiliti dalle NOIF, le Norme Organizzative Interne Federali. Il Vincolo sportivo è stato di fatto eliminato e rimarrà in vigore solo come norma transitoria fino all’esaurirsi dei tesseramenti in essere. Soprattutto, in base alle nuove disposizioni, fino al compimento del sedicesimo anno di età, ogni tesseramento sottoscritto dall’atleta ha una durata annuale. Ne deriva che il calciatore viene svincolato in modo automatico al termine della corrispondente stagione: secondo i dirigenti, questo darà adito allo smantellamento della gran parte dei settori giovanili. Ogni atleta costa alla società, mediamente, circa 1000 euro l’anno, mentre le quote di iscrizione richieste alle famiglie non superano mai i 400/500 euro l’anno, nei casi più costosi (la media è di circa 300 euro l’anno). Che senso ha spendere così tanti soldi se poi, a fine anno, ogni altra società può andare da qualsiasi giovane e portarlo via al team di appartenenza, senza alcun addebito o premio? Quel che più dispiace ai dirigenti presenti a Cervignano è che questa sia una norma voluta dalla Federcalcio, organismo che dovrebbe proteggere la propria base, invece che creare situazioni di erosione del movimento.
Nei prossimi giorni, ci sarà a Roma un importante incontro nelle stanze del Governo del calcio al quale parteciperanno i dirigenti territoriali: per il Friuli Venezia Giulia sarà presente il presidente della LND FVG Ermes Canciani.
A Canciani, il gruppo dei presenti a Cervignano consegnerà un documento sottoscritto e contenente tutte le istanze emerse dalla riunione del 30 luglio. L’extrema ratio è non giocare. Al netto di tutte le necessità burocratiche di iscrizione, di tesseramento e logistiche, il Calcio in Friuli Venezia Giulia promette battaglia, anche a costo di perdere tutto.
“Non giocare - ha tuonato Matteo Menarbin - non significa presentarsi in campo, svolgere tutta la trafila pre-gara, riconoscimento e poi uscire dal terreno di gioco al fischio d’inizio. Significa proprio sbarrare il portone d’ingresso al campo e perdere 3-0. Siamo disposti anche a fare ciò, per riuscire a smuovere le acque. Io dico chiaramente che, a queste condizioni, non me la sento di continuare ad essere presidente di una Società di calcio: per me, il calcio dilettanti dev’essere un’altra cosa e non quello che questa riforma vorrebbe far diventare”.
Su questo punto, tutti sono parsi d’accordo.
Particolarmente importante il contributo del presidente del San Luigi, Ezio Peruzzo: “Serve una protesta forte - ha tuonato il patron biancoverde -: la nostra Regione, come movimento, conta poco a livello nazionale, abbiamo numeri non all’altezza di altre Regioni. E’ necessario coinvolgere tutti, anche gli altri sport, perché questa riforma penalizza tutti”.
L’Eccellenza FVG inizierà il proprio campionato il 10 settembre, tutti gli altri campionati regionali il 17 settembre. A poco più di un mese dal via, la situazione generale appare molto complicata. Ci sono le amichevoli pre-campionato, i tornei già allestiti, spesso con tanto di sponsor già acquisiti e ai quali rispondere. C’è la Coppa Regione che incombe: in questo caso, si parte tra un paio di settimane.
E si va verso l’erezione di un muro, contro un altro muro imposto da una legge dello Stato, già in vigore da un mese.



































