di PUGACCIO

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Claudio Cadez, direttore sportivo fino a oggi del Mladost Sportno Zdruzenje di Doberdó del Lago, comincia questa lunga chiaccherata con Calciofvg.live dalla fine, non senza tradire una certa emozione, e con un grazie di cuore a tutti i "suoi" ragazzi (rectius, calciatori) "che in questi meravigliosi dieci anni hanno "sudato" con me dentro e fuori il rettangolo di gioco". I ringraziamenti di fatto sono, però, a 360° con un elenco lunghissimo di persone (i vari mister, i collaboratori, etc.)

Da qualche giorno il futuro calcistico del collettivo (vedasi anche https://www.calciofvg.live/mladost-addio/) non è più direttamente nelle sue mani ma di un gruppo di giovani leve del paese che al richiamo della difficoltà presentatesi per allestire una squadra per il prossimo campionato di Prima categoria, dopo la totalità di defezioni del gruppo fino a ora consolidatosi, si sono attrezzati, e lo stanno continuando a fare, per confermare la preiscrizione già inviata agli organismi competenti della Lega Nazionale Dilettanti del Friuli Venezia Giulia.

A metà agosto capiremo se il nuovo progetto starà in piedi o meno; a quanto pare, però, ci sarebbero già le basi per dare continuità alla storia della compagine carsolina.

Tornando al direttore sportivo uscente e ai suoi pensieri del momento non si può non evidenziare come gli stessi ripercorrano un racconto che rappresenta la vita del sodalizio sportivo di Doberdó: la gioia del gruppo e dello stare insieme pur in una diversità di provenienze, la felicità di compiere un miracolo passando, in un decennio, dalla Terza categoria alla Promozione, la solidità del corpus societario e del suo spirito di servizio unitamente a quello di un immenso sacrificio per governare gli impegni quotidiani e, ultimo ma non da ultimo, il valore sociale e identitario del blasone rossoblù per tutta la comunità, integrato dalla pura passione calcistica. A ciò si aggiunga l'immancabile riflessione del momento sulla riforma sportiva che a detta sua, più che incentivare, affosserebbe le realtà storiche e, forse, microscopiche di paese.

"Doberdó è viva!" così Cadez si accomiata, rimboccandosi le maniche ma con compiti più defilati e nelle retrovie della dirigenza del Mladost, a cui continuerà a dare sempre supporto seppur in maniera non ultraattiva.