di Francesco Tonizzo

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C'è fermento ai piani altissimi, in quegli uffici d'oltreoceano dove si incrociano alta finanza, criptovalute e i destini societari della nostra Unione. È ormai confermato che Marco Margiotta si è ufficialmente dimesso dal ruolo di CEO (Chief Executive Officer) di House of Doge. Un avvicendamento di per sé aziendale, le cui dimissioni risalgono allo scorso 22 ottobre nell'ambito di riassetti interni, ma che inevitabilmente fa drizzare le antenne a tutto l'ambiente rossoalabardato.

Per chi giustamente si concentra più sul pallone giocato che sulle architetture societarie, è doveroso ricordare l'importanza della compagine in questione. House of Doge è l'azienda statunitense che, attraverso la controllante LBK, detiene la maggioranza relativa delle quote della Triestina Calcio. Non parliamo soltanto di un azionista forte, ma anche di un partner commerciale fondamentale. È proprio grazie alle manovre con i vertici americani che, a partire dall'autunno del 2025, è stato stretto un importante accordo di sponsorizzazione che ha portato il logo di Dogecoin e House of Doge a campeggiare sulle maglie dell'Unione, sui tabelloni a led del "Rocco", sui maxischermi e nei backdrop della sala stampa, con una partnership prolungata anche per l'attuale stagione 2026/2027.

Le dimissioni di Margiotta scuotono un mondo economico molto complesso e, oggettivamente, distante anni luce dalle consuete battaglie calcistiche di categoria. Eppure, quando a cambiare è il vertice dell'entità che garantisce parte del supporto societario, è naturale che in città e tra la tifoseria ci si interroghi sulle possibili conseguenze. Cosa cambia, quindi, per la Triestina?

Le informazioni attuali suggeriscono un approccio attendista, privo di veri e propri allarmismi. Al momento, le implicazioni sul club alabardato sembrano essere nulle. I movimenti ad alta quota vengono definiti come transizioni interne alla società americana e non sono previste ripercussioni dirette sul progetto sportivo. Non a caso, dalla sede della Triestina Calcio non sono arrivate comunicazioni o note ufficiali in merito, a conferma di come il lavoro quotidiano della dirigenza e della squadra prosegua senza apparenti scossoni.

Nel calcio moderno, si sa, le dinamiche finanziarie vanno sempre monitorate con la massima attenzione. Sarà cruciale, nei prossimi mesi, capire come si riorganizzerà il vertice di House of Doge e se la nuova dirigenza a stelle e strisce confermerà il medesimo impegno e le linee guida tracciate finora per il progetto sportivo giuliano.

Oggi, però, l'eco dell'addio di Marco Margiotta rimane un fatto prettamente finanziario e manageriale, confinato al di là dell'Atlantico. La Triestina osserva l'evoluzione dei fatti, incassa le rassicurazioni e torna a fare quello che deve: pensare al campo. Perché per la piazza alabardata l'unica priorità rimane il rettangolo verde.