Di Riccardo Ottoborgo

In questi ultimi anni, nel calcio dilettantistico friulano, non mancano squadre giovanili vincenti, anzi: i campionati juniores e allievi raccontano di squadre sempre più competitive e strutturate per la vittoria.

Nonostante questo però nel passaggio più importante ovvero quello in Prima Squadra si riscontra un'evidente fragilità del sistema. Buona parte delle rose costruite per i campionati di Promozione ed Eccellenza per esempio presentano un numero molto ridotto di ragazzi dal 2005 in giù che arrivano direttamente dal settore giovanile delle società e giocano con una buona continuità, massimo tre per squadra.

Questo evidenzia come si cerchi continuamente di competere a livello giovanile per vincere trofei ma poi nell’effettivo questo non comporta un progetto di continuità interno. I ragazzi spesso non vengono valorizzati ma finiscono o in altri settori giovanili o in prestito ad altre società e gli si preferiscono altri giocatori con maggiore esperienza o che arrivano da fuori regione.

Gli stessi settori giovanili possono finire per risentirne perché i ragazzi rischiano di essere meno motivati a far parte di una società in cui raggiungere la Prima Squadra viene visto come qualcosa di difficilmente realizzabile e finire per optare per società che favoriscono più minuti nei campionati maggiori.

Nel breve periodo questa scelta può essere funzionale ma se si guarda a una futuribilità del progetto si rischia di pagare a livello di sostenibilità, di crescita tecnica generale del movimento calcistico regionale e di perdita di identità territoriale su cui gran parte delle società della regione si basano.

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