di Alessandro Craighero

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Nonostante la salvezza raggiunta e un rapporto definito “ottimo” con mister, squadra, presidente e dirigenti, Federico Dissegna ha deciso di lasciare il ruolo di direttore sportivo della Fortezza Gradisca.

Una scelta sofferta, maturata già da tempo al termine di una stagione intensa, ma che nasce soprattutto da un profondo senso di disillusione verso il calcio dilettantistico di oggi.

Mi sento innanzitutto in dovere di ringraziare la società per avermi dato l’opportunità di far parte di questa splendida realtà”, ha dichiarato Dissegna, che ha poi spiegato le motivazioni relative al suo passo indietro.

In questo momento sento il bisogno di staccare la spina. Non mi diverto più e non sento più il fuoco dentro. Preferisco fare un passo indietro piuttosto che non riuscire a mantenere l’impegno”.

Parole sincere, dirette, che fotografano un malessere sempre più diffuso nel mondo del calcio dilettantistico. Dissegna punta il dito contro un sistema che, a suo dire, sta mettendo in seria difficoltà le piccole società.

Le riforme dei campionati e i regolamenti sui fuoriquota penalizzano sempre di più realtà come la nostra. Purtroppo la Federazione ha altri interessi e credo che certe scelte non facciano bene a società come la Fortezza”.

Ma la delusione dell’ormai ex direttore sportivo riguarda anche l’atteggiamento di alcuni giocatori e dell’ambiente che ruota attorno al calcio.

Senza peli sulla lingua posso dire che ormai l’interesse è quasi solo economico. Ci sono giocatori che si spostano per false promesse economiche e poi magari non vedono rimborsi da Natale. Non penso che i rimborsi siano sbagliati, anzi…ma già dalla Seconda Categoria si vedono cifre fuori da ogni logica. Bisogna che tutti si diano una regolata”.

Secondo Dissegna, la Federazione dovrebbe concentrarsi maggiormente su questi aspetti piuttosto che su alcune imposizioni regolamentari.

Forse è su questo che dovrebbe lavorare la Federazione, non sull’obbligo di far giocare ragazzi di 20 anni in Prima Categoria”.

Nel suo sfogo c’è spazio anche per una riflessione sul comportamento di alcune famiglie.

Sono deluso da certi genitori di ragazzi di 22 anni che fanno scenate perché i figli non giocano, quando magari farebbero fatica anche in Terza Categoria. Purtroppo è un mondo pieno di ipocrisia e opportunismo”.

Infine, l’amarezza per un ambiente che, secondo lui, sta perdendo figure fondamentali.

C’è sempre meno gente che vuole fare il dirigente e questo sicuramente non aiuta. E non parlo soltanto della Fortezza, ma di molte società. Ormai, e mi dispiace dirlo, è un mondo malato”.

Nonostante la soddisfazione per la salvezza raggiunta, ha quindi deciso di fermarsi.

In questo momento, nonostante la grande gioia per aver centrato l’obiettivo, ho scelto di farmi da parte perché non mi diverto più e mi manca quella passione che mi ha sempre contraddistinto”.

Chiude:

"Credo che in questi anni da dirigente prima e da direttore sportivo poi, qualche bel ricordo a tutti i ragazzi l'ho lasciato…tant’è che in questo momento, con tanti ex del Mariano di Mr.Trentin (un mito) siamo a festeggiare il compleanno del mio bomber preferito Manuel Stacco.
Ecco queste sono le soddisfazioni che mi porto dietro…più di una promozione, più di una salvezza. Fino al 30 giugno sono un tesserato della Fortezza e darò una mano per la riuscita del torneo a San Valeriano anzi colgo l’occasione per invitare più gente possibile, poi mi prendo un anno sabbatico e vedremo cosa riserverà il futuro
".