di Marco Bisiach
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Le cifre più importanti di tutte, alla fine, sono state l’1 e il 2. Come l’1-2 conquistato sul campo del Fiume Veneto Bannia nel playout di Eccellenza che è valso, con il gol al 95’ di Sory Dembele, la salvezza e un’altra stagione da vivere nella Serie A dei dilettanti del Friuli Venezia Giulia. Ma, ovviamente, non sono questi i soli numeri della stagione della Pro Gorizia. Una stagione complicata, sofferta, nata storta ma poi raddrizzata con la rivoluzione che ha portato alla Campagnuzza il gruppo di Franco Dal Cin al fianco del presidente Franco Bonanno, e poi le scelte del direttore tecnico Franco Capria e l’arrivo del nuovo mister Gabriele Verdesca.
La Pro Gorizia ha chiuso il torneo al terzultimo posto, davanti al Chiarbola Ponziana che si è dovuto arrendere in anticipo retrocedendo senza passare dagli spareggi, e al Rive d’Arcano Flaibano, sul quale invece la Pro ha messo la freccia guadagnandosi un turno di playout più favorevole proprio in extremis, a coronamento di un girone di ritorno straordinario.
I punti totali sono stati 30, frutto di 6 vittorie, 12 pareggi e 16 sconfitte, arrivate quasi tutte nella prima metà della stagione, quella più sofferta per i colori biancoazzurri. Nel girone di ritorno, infatti, la squadra allenata da Verdesca e trascinata in campo dai vari Denis Jazbar, Tiago Portesi, Sory Dembele e Diego Spadera, ha cambiato letteralmente marcia, perdendo solo due volte e inanellando una lunga serie di risultati utili.
La Pro Gorizia ha subito 40 reti, un dato tra i più bassi nella seconda metà della classifica, e questo anche per merito della nuova solidità che Verdesca ha dato ai suoi al momento dell’arrivo. Si susseguivano i pareggi, ma si faticava a vincere, complice anche un attacco che solo nel finale d’anno ha trovato più cinismo: sono stati 24 i gol complessivi, peggior attacco del torneo assieme a quello della Sanvitese.
Ma in quest’annata la Pro Gorizia ha provato a gettare nuove basi, e con la conferma di Verdesca e dello staff di Franco Capria l’obiettivo sarà quello di trovare maggiore competitività in estate, per vivere il prossimo anno una stagione più tranquilla se non già ambiziosa.



































