di Marco Bisiach

Un secolo ininterrotto di calcio non è un traguardo qualsiasi, cento candeline da spegnere non sono quelle di un compleanno normale. Anche per questo, a Mossa, stanno facendo le cose in grande per celebrare degnamente il centenario di fondazione della società, che giocò la sua prima partita (contro i cugini del Lucinico, sul campo di via Tarabocchia) il 16 febbraio 2026.

La società guidata dal presidente Ettore Foscolini ha iniziato da tempo a presentare le iniziative del centenario, dalla maglia da gioco dedicata ai tornei, ma l’altra sera in una Sala Don Bosco stracolma di persone e di passione è andato in scena il primo grande evento di una serie importante. Parliamo del galà intitolato “Il calcio di ieri e di oggi”, che davanti a tantissime autorità della regione ha visto dialogare assieme all’attuale tecnico (oltre che ex bandiera in campo) dei biancoazzurri mossesi Enrico Coceani niente meno che Edy Reja e Massimo Susic.

Uno dei tecnici più esperti, apprezzati e stimati del panorama italiano ma anche internazionale, il primo, lucinichese doc, il calciatore che ha dato lustro a Mossa portando il paese fino in cima all’Europa con la vittoria della Coppa Uefa 1995 con la maglia del Parma il secondo.

É stata una serata di emozioni e aneddoti, ricordi e riflessioni sul presente e sul futuro, che è volata via in un soffio. Tanti i riconoscimenti, verbali e non, ricevuti dal mossa dal sindaco Emanuela Russian, dall’assessore regionale Sebastiano Callari, dalla senatrice Francesca Tubetti, dal presidente del Coni regionale Andrea Marcon e dal consigliere della Lnd Gastone Giacuzzo, solo per citare alcune delle autorità. Per la società ci sono state targhe commemorative, per gli ospiti un pensiero griffato Mossa 100 in ricordo dell’evento.

Se il ds biancoazzurro Lorenzo Santillo ha ripercorso gli ultimi anni di lavoro e parlato delle prospettive future di una società che vuol essere sempre più riferimento per la comunità locale, Franco Ceccotti ha narrato un po’ dei 100 anni di storia del Mossa.

E poi ci sono stati loro, i grandi protagonisti del dibattito. Coceani, Reja e Susic (che per l’occasione ha portato a Mossa il trofeo della Coppa Uefa vinta con il Parma) sono stati mattatori. Susic ha parlato della classe di Zola e dell’imprevedibilità di Asprilla dentro e fuori dal campo, ricordando pure la splendida figura di Vialli. Reja ha confessato quanto lo faceva tribolare a Napoli l’estro del Pocho Lavezzi e quanto Miroslav Klose, alla Lazio, fosse un esempio straordinario di professionalità. Coceani, ricollegandosi alla riflessione dei colleghi e amici sulle difficoltà attuali del calcio italiano, ha puntato l’attenzione sulla necessità di politiche mirate a potenziare e migliorare le strutture e gli impianti, elemento indispensabile per rilanciare lo sport.

Insomma, è stata una serata pensata per omaggiare un secolo di vita, ma proiettata anche a gettare le basi, in una sala piena di cimeli e foto storiche, dei prossimi cento anni che verranno.