Di Marco Bisiach

Non è finita con un sorriso la seconda avventura di Fabio Franti sulla panchina della Pro Gorizia. La prima era stata ricca di soddisfazioni, lunga e prosperosa. La seconda è durata meno di metà stagione, tra difficoltà, infortuni, rivoluzioni. E pochi punti, troppo pochi, per il penultimo posto in Eccellenza. Non ci sarebbe però questo – stando alle indiscrezioni – alla base della scelta della società di esonerare l’esperto tecnico isontino, che all’indomani dell’addio non nega la sua amarezza.

Sono deluso, è normale, anche perché quello che avevamo pensato all’inizio della stagione e che avevamo iniziato a costruire non è stato mantenuto – le sue parole -. Adesso la società mi ha comunicato la sua scelta, io la devo accettare, pur non comprendendone o condividendone le ragioni”.

Riavvolgendo il nastro dei ricordi di questa annata, Franti ripensa al percorso affrontato. “Dobbiamo dire che non ho mai potuto avere la formazione titolare a disposizione, ma ad agosto e settembre, pur con una rosa che aveva evidentemente dei limiti a livello di Eccellenza, avevamo costruito un gruppo valido, coeso, sano, che ci aveva dato anche dei risultati – racconta Franti -. Poi sono arrivati gli infortuni e le sconfitte, e infine a metà ottobre è stata la volta della rivoluzione societaria, con la rosa che è stata modificata da tantissimi arrivi e tantissime partenze, e gli equilibri che sono saltati. Da quel momento in poi, mi sono sentito a disagio, e qualcosa non ha più funzionato come prima”.

Presto ora per capire quale sarà il futuro di Franti, e pure quello della panchina che lascia, ma su una cosa l’ex allenatore biancoazzurro è molto chiaro. “Mi dispiace molto per come è andata perché ero tornato a Gorizia con tutti i migliori auspici – spiega -, ben sapendo che sarebbe stata un’annata difficilissima, ma al tempo stesso con la voglia di dare il mio contributo e con la consapevolezza che avremmo potuto crescere”.