CAPITOLO 14: NICOLA E L’ARTA
Aria di rinnovamento e una ventata di freschezza con la gioventù. Arriva mister Alberto Copetti, uno che di giovani se ne intende. Abbiamo voglia di migliorare rispetto alla stagione precedente e perché no? Di sognare in grande. La squadra è ben attrezzata, in più arriva un Feruglio che ha una voglia matta di riscatto dopo le ultime stagioni in chiaroscuro. Si passa agevolmente il turno in coppa, mostrando un buon gioco e una buona condizione. Questo lo si vede anche in campionato, due belle vittorie con otto reti all’attivo. Feruglio inventa, segna e fa segnare. Ma tutti gli interpreti in campo sanno sempre cosa fare. C’è fiducia ma dobbiamo stare attenti a quei peccati di gioventù e non sottovalutare gli avversari. Sconfitta con l’Amaro e la vittoria di prestigio in coppa carnia che ci catapulta ai quarti di finale. Altre belle vittorie. Dimostriamo di poter rimanere lassù in alto a combattere con Velox e Amaro, le squadre più accreditate alla promozione. Purtroppo però i giocatori chiave fanno fatica o abbiamo qualche infortunio di troppo, la differenza la si vede e noi fatichiamo e non riusciamo ad esprimerci come sappiamo. E arriva un periodo avaro di risultati, pareggio con l’Ancora, sconfitta con la Velox e nelle due coppe, anche se per più di un tempo teniamo testa al Campagnola. In coppa di categoria invece incappiamo in una brutta serata contro il Cercivento. Squadra contro cui poi ci rifacciamo prontamente recuperati tutti gli interpreti. La fiducia è parecchia, non si molla, siamo in lotta per la promozione e troviamo belle vittorie. Certe volte pecchiamo di inesperienza anche se io e i “vecchietti” del gruppo trasciniamo i più giovani. Così si arriva al match clou. La promozione è vicina e la notte di Resia si trasforma in una grande festa. Vogliamo sfruttare l’occasione e non ce la lasciamo scappare. Grande vittoria e al triplice fischio finale parte la festa. Anche se di promozioni e di vittorie ne ho ottenute, questa ha un sapore diverso, si prova come se fosse la prima volta. Io purtroppo sono infortunato in stampelle, ma non faccio mancare il mio apporto. Riusciamo poi a concludere al secondo posto e tornerò a provare quel brivido della massima categoria il prossimo anno, perché non ho nessuna intenzione di mollare, anzi.




































