CAPITOLO 11: MARCO E IL LAUCO

Sedici d’anni: tanta è durata l’attesa per l’ agognata prima categoria. Per buona parte della rosa si tratta di una prima volta nella massima categoria, per altri invece un piacevole ritorno. La squadra si arricchisce di elementi validi che hanno masticato questa categoria per anni e la fiducia intorno alla squadra è tanta. Non ci lasciamo intimorire e la partenza in coppa dà segnali positivi nonostante le sconfitte. Capiamo che potremmo dire la nostra in campionato.

Squadra Lauco

Sarà un campionato di sofferenza ma quello è anche messo in preventivo. Dopo il buon pari nell’ esordio contro il Real, arriva una prima bruttissima sconfitta con la Pontebbana che ci fa capire quanto sia importante tenere i piedi per terra e non avere voli pindarici. Il pareggio beffa nel recupero con l’ Illegiana ci fa anche capire quanto ancora siamo un po’ acerbi e ingenui nella gestione gara. Il cammino è un po’ tortuoso contro Villa e Cedarchis anche se con questi ultimi ce la giochiamo. La vittoria netta contro l’Ovarese ci dà un po’ di morale. Ma i risultati si alternano come le prestazioni. Sempre quegli errori, quasi peccati di gioventù. E poi in categorie così non puoi sprecare le occasioni come nel finale a Sutrio a tu per tu con il portiere.

Marco Antonipieri il capitano

Non sappiamo approfittare neanche nelle giornate un po’ negative delle avversarie, come con il Cavazzo a cui basta il minimo. Sconfitta da dimenticare con la Folgore, poi grande prova contro il Campagnola. Da lì si alternano vittorie e sconfitte. Restiamo in scia e ci giochiamo tutte le nostre carte per la salvezza. Purtroppo nel momento clou della stagione non riusciamo mai a dare quel cambio di passo che ci avrebbe aiutato a raccogliere più punti.

Dopo la vittoria preziosa contro la Viola però non si riesce più a vincere e questo attecchisce un po’ il nostro morale. Con Villa e Cedarchis non ci riesce nulla. Ci giochiamo parecchio nelle ultime giornate. Ma anche a Ovaro subiamo uno stop e contro i Mobilieri c’è probabilmente la nostra resa mentale. Siamo in vantaggio 2-0 e nella ripresa subiamo una rimonta incredibile.

Ma abbiamo lo spirito dei combattenti e otteniamo un grande pareggio che ci dà ancora speranza contro il Cavazzo, un pareggio che però sta parecchio stretto. Purtroppo il miracolo non lo compiamo contro la Folgore e il nostro destino è segnato. Siamo lo stesso un grande gruppo unito e ripartiremo, consci dei nostri errori fatti. Possiamo solo crescere ancora.