di Marco Bisiach

Per la seconda volta in questo campionato di Eccellenza, la Pro Gorizia non ha dovuto raccogliere alcun pallone nella propria rete, mantenendo la porta inviolata e conquistando così un punto dal sapore del brodo caldo per la sua classifica. Abbandonato l’ultimo posto lasciato al Chiarbola Ponziana, i biancoazzurri sono penultimi dopo lo 0-0 interno contro la Pro Fagagna.

Un passettino in avanti, si potrebbe dire, visto che la tenuta difensiva era senz’altro uno dei problemi da risolvere in questo sofferto inizio di stagione. Il fatto però è che per cambiare davvero passo, iniziare a macinare punti e risalire quindi la china in graduatoria, la Pro Gorizia ha bisogno anche del suo attacco, oltre che della difesa. Ha bisogno di gol. Troppo pochi ne sono arrivati sin qui (5 in 11 uscite, per il secondo peggior reparto offensivo dopo quello del Fontanafredda), e di conseguenza la vittoria continua a latitare. Una sola fino ad adesso. E nel calcio da tre punti, questo rischia di essere fatale.

Di certo miglioramenti potranno arrivare in tal senso grazie al mercato (al “Bearzot” è atteso lo sbarco di un ulteriore puntero) e dalla crescita dell’intesa dei tanti nuovi giocatori arrivati nelle ultime settimane alla corte di Fabio Franti. Quasi tutti argentini, nell’ambito dell’operazione varata dallo sbarco di Franco Dal Cin in riva all’Isonzo.

Tra i nuovi acquisti proprio Franco Cesana sembra essere una garanzia dal punto di vista tecnico, sin qui ha già segnato più volte, pur non riuscendo ancora ad essere così decisivo, e se i palloni arriveranno con puntualità e frequenza dalle sue parti è immaginabile che il bottino di reti della Pro Gorizia sia destinato a crescere. Allo stesso tempo resta una garanzia Diego Spadera, costantemente uno dei più pericolosi tra i biancoazzurri, ma devono crescere gli altri: servono reti dai centrocampisti, magari anche dai difensori sugli sviluppi delle palle inattive.

Fabio Franti ne è consapevole e sta lavorando su tutti questi aspetti. Domenica c’è da affrontare la Lme in trasferta, e chissà che il nuovo volto della Pro, più solida ma anche più pericolosa, non possa iniziarsi a vedere.