CAPITOLO 8: NICOLA E LA PONTEBBANA
Torna in carica Antonio Cipollone come presidente per dare una nuova scossa alla squadra. Come a scuola, sembriamo quell’alunno che ha le capacità ma non riesce ad esprimerle. Noi siamo così. Abbiamo una buona rosa ma non riusciamo ad esprimere al meglio le nostre potenzialità. Arrivano due buoni attaccanti, Stefano Matiz dal Tarvisio e la novità Walter Torres. Con Eddaoui per comporre un attacco esotico ma di grandi speranze. Come quelle che culla la società. Tornare in alto e lottare per le prime posizioni. L’inizio in coppa però ci riporta un po’ con i piedi per terra. Si abbiamo incontrato Cedarchis e Cavazzo, avevamo qualche infortunio di troppo ma non è giustificabile. In campionato la partenza è un po’ incostante, alterniamo buone prove come la vittoria con il Lauco a prove incolori come Real e Villa. Poi riusciamo ad entrare in condizione e la serie di risultati positivi ci catapulta in lotta con le posizioni appena sotto il podio. Belle gara, il pari con il Cedarchis, la vittoria prestigiosa a Cavazzo, il pari un po’ beffardo con la Folgore. Poi come sempre torniamo un po’ nel limbo. Dopo grandi prestazioni, perdiamo malamente alcune gare a parte il buon pari con il Real, anche se avremmo meritato di più. Ma noi siamo così, quasi come vorremmo ma non lo facciamo. Il finire di stagione è da brividi: ci complichiamo la vita da soli e ci troviamo invischiati nella lotta salvezza con quattro sconfitte consecutive. Arriviamo così all’ultima giornata di campionato con addirittura il rischio spareggio. Giochiamo in trasferta a Villa contro la Folgore. Una sfida delicata in quanto loro sono in corsa per lo scudetto. Giochiamo con il coltello tra i denti e grazie alla doppietta di Matiz vinciamo e ci salviamo. Ma anche quest’anno con il brivido che non ci abbandona mai. Inizialmente avevamo altre aspettative e obiettivi. Da voler raggiungere ad ogni costo: il bel sogno di tornare tra le grandi!






































