CAPITOLO 6: MATTIA E IL CAMPAGNOLA
E’ il nostro anno e non possiamo più nasconderci. Campagna acquisti molto importante, con giocatori di grande esperienza arrivati e con un bomber come Garlatti, non possiamo non provare a contrastare il potere di Folgore e Cavazzo. Subito la Supercoppa. Non riusciamo ad esprimerci al meglio, siamo ancora in fase di costruzione ma ce la giochiamo fino ai calci di rigore, dove purtroppo non siamo sempre precisi e ci sfugge il primo titolo stagionale. Un po’ alla volta cerchiamo la condizione migliore e la partenza in campionato e in coppa è delle migliori. Cinque vittorie e un pari nelle prime giornate, poi all’improvviso si spegne la luce. Qualche infortunio di troppo forse ma si stenta sia nelle prestazioni che nella condizioni fisica. Arriva una serie di sconfitte che ci fanno allontanare progressivamente dalla vetta e dobbiamo attendere ben 5 turni prima di tornare alla vittoria, in quella partita che stava diventando stregata a Pontebba. Nel mezzo il doppio confronto in semifinale con il Cavazzo in coppa dove usciamo mestamente e non riusciamo a conquistare la finale per difendere il titolo. Sembra che si esca da quel periodo nero con due vittorie consecutive ma poi non riusciamo più ad avere quell’unità di gruppo che ci aveva caratterizzato nelle ultime due stagioni. Non sembriamo più noi. Ci proviamo ma viene sempre a mancare qualcosa. Purtroppo poi in queste occasioni a pagare è sempre il mister e arriva la separazione da mister Marangoni. Si prova a ripartire con Michele Pignata ma ormai la nostra stagione è così. Nata con buoni presupposti e andata sempre più scemando. Tiriamo fuori l’orgoglio ma sembra che non basti. I punti conquistati all’inizio ci permettono comunque una salvezza tranquilla ma un sesto posto molto molto amaro. Chiudiamo con una vittoria nell’ultima di campionato. Ma appunto ripensando al nostro campionato è una vittoria che ci lascia tanto amaro in bocca. Una parola: ricostruire e ripartire.




































