di Marco Bisiach
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Bisogna chiarirlo subito e, per primi, lo sanno all’ombra del monte Quarin. É ancora troppo poco per parlare davvero di un cambio di rotta e non può bastare per puntare all’obiettivo salvezza. Però è un inizio, è già qualcosa, perché la Cormonese ha dato segnali di vita e di vitalità nel derby isontino del girone C di Prima categoria giocato e pareggiato in casa del Sovodnje.
Più che il 2-2 finale (che comunque porta in dote due reti e un punto ai grigiorossi, e nel primo caso ne era arrivata una sola dall’inizio di stagione, nel secondo la squadra era ancora al palo) conta come questo è arrivato. In rimonta, nel finale, quando tutto sembrava perduto.
Già, perché la Cormonese, pur non disputando una brutta gara, era andata sotto di due gol in casa del Sovodnje, e si era ritrovata anche a giocare in inferiorità numerica per tutto il secondo tempo per via dell’espulsione di Jasmin Ahmetasevic, reo di aver detto qualche parola di troppo al direttore di gara, lamentandosi di una sua decisione.
Sembrava dunque profilarsi l’ennesima sconfitta, per la Cormonese, che perdeva 2-0 ancora a metà della ripresa. Poi è successo che Simone Santoro ha accorciato su punizione, la squadra ci ha creduto e nel finale è stata premiata dal rigore che ancora Santoro ha realizzato, regalando ai suoi il primo punto stagionale.
“Sono molto contento della reazione del gruppo, che non era affatto scontata dopo tutto quello che abbiamo passato in questi primi mesi della stagione – racconta mister Sirio Faganel -. Una volta sotto e senza un uomo saremmo potuti crollare, ma la squadra ha dimostrato di avere voglia e risorse, e ha meritato il pareggio. Eravamo partiti un po’ timorosi, il Sovodnje ha costruito di più ma non abbiamo concesso tantissimo. Credo e spero che questa gara possa rappresentare un nuovo inizio per noi”.

































