di Barbara Castellini

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Mentre al Bluenergy Stadium stanno proseguendo i lavori di disallestimento “azzurro” per tornare ai colori originali, l’Udinese ha ripreso ad allenarsi al centro sportivo Dino Bruseschi in vista del posticipo di lunedì contro la Cremonese. All’appello mancano solo due nazionali (Saba Goglichidze e Jordan Zemura) e l’infortunato Thomas Kristensen, alle prese con una lesione al bicipite femorale della coscia sinistra. La voglia di tornare alla vittoria – che manca dal 14 settembre (0-1 a Pisa) – è tanta. Soprattutto per cancellare quei malumori che già serpeggiano nell’ambiente friulano.

È corretto ammettere che contro il Cagliari è stata più la fortuna ad aver voltato le spalle al team di Kosta Runjaic, mentre i ko con Milan e Sassuolo rimangono una ferita ancora aperta. Ecco perché il match contro i grigiorossi diventa già una sfida-chiave nel percorso dell’Udinese. Da non sottovalutare però. Una pesante vittoria a San Siro contro il Milan all’esordio (1-2), un successo interno con il Sassuolo (3-2), due pareggi senza reti con Hellas Verona e Parma, un altro segno x a Como (1-1) e un pesante ko al Meazza con l’Inter (4-1) rappresentano lo score della formazione dell’ex Davide Nicola. Un punto, dunque, separa i team che si affronteranno lunedì alle 20.45 allo stadio Giovanni Zini.

Per provare a centrare il terzo successo in campionato, l’Udinese dovrà sfruttare al meglio la sua arma in più ovvero Arthur Atta. Il centrocampista francese è il vero “direttore d’orchestra” in casa bianconera. Parliamo di uno dei giocatori più efficaci nel saltare l’uomo, come confermano i numeri: con 15 dribbling riusciti al momento è il migliore della Serie A (alle sue spalle troviamo il genoano Brooke Norton-Cuffy e il biancoceleste Nuno Tavares con 11). Inoltre è uno dei centrocampisti che maggiormente tira in porta (9 tentativi, come il biancoblu Nico Paz) e proprio nella seconda giornata al Meazza ha trovato anche la prima rete in Serie A.

Rappresenta il mediatore perfetto tra difesa e attacco, eppure c’è una casellina che è ancora rimasta vuota, quella degli assist. Chiaramente su questo “zero” pesano gli errori sottoporta e i tanti legni colpiti dai friulani (già 4 in sei gare), però potrebbe essere anche un indizio della ricerca ancora in corso di un’intesa con alcuni compagni, in particolare quelli arrivati nelle ultime ore del mercato come Alessandro Zanoli e Nicolò Zaniolo. La sensazione è che manchi davvero poco per riuscire a compiere quello step che consentirebbe all’Udinese di raggiungere una posizione tranquilla. Questioni tattiche? Limiti tecnici? No, è soprattutto questione di mentalità. Come direbbe Achille Lauro è ora di effettuare uno “switch”.