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Era dal 15 maggio 2016 che la maglia numero 10 dell'Udinese non "parlava" italiano. Dopo la straordinaria parentesi di Antonio "Totò" Di Natale dal 2004 al 2016, la prestigiosa casacca è stata indossata da Rodrigo De Paul (2016-2021), successivamente da Gerard Deulofeu (2020-2023) e poi da Florian Thauvin (2023-2025). Ora toccherà a Nicolò Zaniolo, onorare quel numero tanto speciale. Arrivato in prestito (fino al 30 giugno 2026) dal Galatasaray allo scadere del mercato estivo, il talentuoso attaccante classe '99 originario di Massa è stato presentato alla stampa venerdì pomeriggio al Bluenergy Stadium.
Come di consueto, è stato il direttore generale bianconero Franco Collavino a introdurre il nuovo acquisto dell'Udinese: "E' una vera e proprio ciliegina sulla torta, è uno dei più grandi talenti di questa generazione del calcio italiano. Ha già maturato esperienze importanti in Italia e all'estero. Siamo convinti che il nostro contesto possa consentire a Zaniolo di ritrovare i suoi standard. Il suo arrivo si è concretizzato al termine di una giornata molto complicata. E' stata un'estate molto intensa, abbiamo fatto un calciomercato davvero importante. Abbiamo rafforzato la rosa, consegnando al mister una squadra competitiva in linea con le nostre ambizioni. Alcuni calciatori hanno concluso il loro percorso a Udine, altri hanno preferito andare altrove. Ringraziamo tutti per l'impegno profuso con la maglia bianconera".
Il Group technical direttore Gian Luca Nani ha poi spiegato che: "E' stata una trattativa complessa, alle 16 dell'ultimo giorno del mercato, il presidente del Galatasaray aveva bloccato il trasferimento. Grazie al lavoro di tutto e soprattutto alla determinazione di Nicolò, siamo riusciti a portare a casa l'affare. In quel giorno abbiamo concluso altre due operazioni: Alessandro Zanoli e Idrissa Gueye. Tutti i target sono stati raggiunti. Quello che a me ha sorpreso di Zaniolo è stata la sua maturità, i suoi limiti legati agli infortuni, la sua stabilità trovata con i nuovi equilibri familiari. Posso solo dargli il mio benvenuto, l'ho anche avvisato che qui non si sbaglia. Ho molta fiducia nelle sue qualità tecniche e nella sua nuova veste".
All'Udinese Zaniolo potrà contare anche sul supporto del responsabile dell'Area tecnica Gökhan Inler: "Posso assicurare che Nicolò voleva fortemente arrivare qui, perchè sa che qui si lavora serio. Ho spiegato la cultura, la storia dell'Udinese, dobbiamo lavorare insieme per arrivare a obiettivi alti, passo dopo passo. Questa settimana si è allenato bene, è pronto. In bocca al lupo".
"Volevo ringraziare lo staff, il club, il direttore, Gokhan, il mister - le prime parole di Zaniolo in bianconero - è stata una trattativa lunga, difficile, ho forzato la mano con il Galatasaray per poter essere qui, sono convinto che questo sia l'ambiente perfetto per un calciatore per potersi esprimere al meglio. Ci sono tantissime persone che lavorano qui per questo club, non vedo l'ora di iniziare già domenica con il Pisa".
Dal punto di vista fisico, Zaniolo si sente pronto: "Fisicamente ho iniziato molto presto, mi alleno da oltre un mese. Non sono ancora al cento per cento, ma penso di poter dare già una mano, che sia dall'inizio o a gara iniziata". Sull'Udinese: "E' una sorpresa bellissima, qui c'è davvero tutto per fare bene. Qui sono tutti pronti ad aiutarti. Questa è la cosa principale della mia carriera".
Zaniolo poi ha ribadito: "Qui si pensa solamente al campo. Da quando sono arrivato ho svolto doppio allenamento tutti i giorni, quest'anno è importantissimo per me e per la squadra. Anche la squadra è molto forte, potremo sorprendere secondo me. Udine ultima spiaggia? Non sono una persona che pensa al singolo, ho sempre messo davanti la maglia. Non ho questa ossessione...".
Su cosa non abbia funzionato nelle ultime stagioni ha raccontato: "In questi anni quando non giocavo titolare mi abbattevo un po', mi chiudevo. Non ho avuto continuità di giocare. Devo essere bravo io a non mollare mai quando le cose non vanno bene".
La scelta della maglia numero 10 non è casuale: "Quando un bambino nasce e cresce giocando a calcio, sogna di vestire la maglia numero 10. Qui ha un grande peso visto che l'hanno vestita grandi campioni, come Antonio Di Natale, su tutti. Il mio compito di onorarla al meglio".
Udine potrebbe rappresentare anche un'opportunità per arrivare in Nazionale: "La maglia della Nazionale è un obiettivo, ma non un'ossessione. Le prestazioni positive sono tali se lavori con la squadra, solo così si possono raggiungere certi obiettivi". Il dialogo con Kosta Runjaic è stato positivo fin da subito: "E' scattato un feeling molto positivo con lui, è una persona diretta, sincera, onesta. Mi ha fatto capire che non transige sulle regole, sono molto felice di lavorare con il mister, mi ha fatto un'ottima impressione. Spero davvero di iniziare con i tre punti già domenica".
L'inserimento nel gruppo bianconero è stato altrettanto positivo: "Mi sono inserito benissimo, tutti i ragazzi sono educati e professionali. Leader? Ci sono due tipi di leader: quello nello spogliatoio e quello sul campo. Metterò tutto quello che ho in campo, impegno e dedizione non verranno mai a mancare quest'anno". Nel corso della sua carriera il talentuoso attaccante è stato colpito da due gravi infortuni: "Mi hanno cambiato in positivo. Prima la palestra la vedevo come una perdita di tempo, ora ho necessità di lavorare in palestra altrimenti non riesco a lavorare in campo. Non ho più paura di fare un cambio di direzione."
Qualche considerazione anche su Udine: "E' una città accogliente, piccola come piace a me" e sul ruolo: "Spalle alla porta faccio più fatica. Il mio ruolo naturale è esterno destro, che lavora sulla trequarti per attaccare la profondità, simile a Thauvin". Infine sulla Serie A 2025-2026 ha sottolineato: "La Serie A rimane uno dei campionati più competitivi, ogni domenica è una finale. Ora ci attende una finale a Pisa, bisogna conquistarseli i punti, nessuno te li regala".

































