di Marco Fachin

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Da una punta triestina a un'altra, anche se a dire il vero Massimo Bussi proprio di Trieste non è, dato che è originario di Muggia.

Ironia della sorte però sarà proprio lui a dover raccogliere l'eredità di un altro giuliano come Gianluca Ciriello. Uno che dalle parti del "Teghil", in due anni, di bei ricordi ne ha lasciati parecchi.

Così come appare un gioco del destino che l'ex numero 9 lignanese si sia accasato proprio al Muggia 1967, ma le coincidenze - con i dualismi - si fermano a un solo altro fattore in comune, e cioè il 1993 l'anno di nascita di entrambi.

Per il resto Bussi è un giocatore con caratteristiche diverse rispetto all'ex San Luigi, con un pedigree migliore se vogliamo, date le tante esperienze in C e in D, anche fuori regione.

Dopo l'avventura nel settore giovanile del Siena, ecco il ritorno a nord-est con il Sandonà-Jesolo, prima dell'approdo alla Triestina.

Dopodiché Gualdo, Ancona e il riavvicinamento a casa al Mestre (con gli arancioneri - guidati da Mauro Zironelli - ha vinto la Serie D, beffando proprio l'alabarda).

Poi ecco l'approdo al Cjarlins Muzane, Club con il quale ha giocato 7 stagioni dal 2017/18, con la sola parentesi in mezzo alla Luparense nel campionato 2022/23, diventando anche capitano degli arancioneri.

Quest'estate è arrivata la separazione con la compagine di patron Zanutta, e allora ecco che su Bussi si è fiondato il Brian, alla ricerca di quei profili (più di 300 presenze in Interregionale e un'ottantina di reti segnate) che possano far alzare l'asticella alla squadra lignanese.

Gabbiani che con questo acquisto dimostrano di aver capito benissimo come funziona la categoria, e come per essere competitivi in Serie D servano giocatori di livello e con l'esperienza necessaria.