di Mattia Piovesan
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La stagione di Liapiave era iniziata con propositi – ovviamente – totalmente diversi rispetto a quelli che infine si sono rivelati essere i fatti nudi e crudi, spaventosamente inaspettati. C’era una squadra forte, con aspettative alte, un allenatore preparato e pronto a combattere per il salto di categoria. Ebbene, è andata al contrario, esattamente come non si pensava sarebbe andata nemmeno nei propri incubi peggiori.
È andata, infatti, con una sconfitta maturata ai supplementari, dopo che la Julia l’aveva ripresa per i capelli in pieno recupero: il prossimo anno sarà Promozione. Nell’ambiente, nessuno si aspettava probabilmente di giocare i playout, figurarsi di retrocedere addirittura. Invece, così è andata, e anzi è stato proprio quell’ambiente, che mai si è presentato come unito, mai è riuscito a creare un gruppo forte e pronto a sfidare una stagione che certamente non stava andando per il meglio ma aveva bisogno di essere ripresa, ad essere la croce sulle spalle.
E allora ecco che si cambia, si deve cambiare. Fuori il DS, Marco Conte, da tre anni a Liapiave; fuori l’allenatore, Mauro, da quest’anno nefasto sulla panchina della squadra. Erano 18 anni consecutivi che i gialloblu non retrocedevano dall’Eccellenza; per meglio dire, la squadra nasce nel 2006, e non era mai andata più giù di così. Il nuovo DS sarà Andrea Magoga, già team manager della società e precedentemente DS al Santa Lucia Susegana: soluzione interna a cui ci si affida, in attesa del nuovo allenatore.
Se c’è una cosa, quindi, da cui si deve ripartire, sono le parole del presidente, opportunamente postate nei canali social del Liapiave. Insieme, si deve risalire la china, abbassare la testa e pedalare, come direbbe qualcuno del nostro calcio. Toccare il fondo si può, lo fanno anche i migliori: risalire, però, è il doveroso obiettivo di una squadra che non può permettersi ora di accontentarsi di nuovo.



































