di Marco Bisiach
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“I ragazzi hanno dimostrato di avere qualità e temperamento, la squadra non ha mai mollato, ma ci è mancato evidentemente qualcosa. Credo soprattutto un po’ di esperienza”. Mister Manuel Mauro, allenatore della Pro Romans 1921, è ancora alle prese con la complicata digestione della retrocessione in Seconda categoria della sua squadra, che all’ultima giornata di campionato ha pareggiato 1-1 con la Bisiaca Romana vedendo definitivamente sfumare le speranze di salvezza.
La magra consolazione, per i giallorossi, risiede nel fatto che anche un successo contro i monfalconesi non avrebbe modificato le sorti della stagione, perché la concomitante vittoria del Breg in casa de La Fortezza Gradisca avrebbe vanificato ogni sforzo. “Non è bastato dare tutto, e non abbiamo certo perso la categoria in quest’ultima partita – ammette Mauro -. Quando si dipende anche dai risultati degli altri, si sa di poter andare incontro ad amarezze, e noi avremmo dovuto conquistarci da soli la salvezza in precedenza. Peccato davvero, non nascondo che nessuno di noi pensava di andare incontro a questo epilogo, a inizio stagione, ma a conti fatti altre squadre hanno mostrato di avere qualcosa in più”.
Cosa in particolare? Manuel Mauro non ha dubbi. “Siamo stati penalizzati da tanti infortuni ed assenze, che non hanno agevolato il nostro lavoro, è stata una stagione strana – dice -. Però più di tutto credo che abbiamo pagato un po’ di inesperienza in questo campionato. La prima categoria è un torneo spigoloso, dove spesso più che la pura qualità contano la malizia, l’abitudine alla battaglia, con tanti veterani in campo. La nostra squadra aveva un’età media di 23 anni, e questo ha inciso. I ragazzi sono stati bravi, hanno dimostrato temperamento, ma in alcune circostanze questo non è bastato”.
E ora da cosa ripartirà la Pro? “La società è nuova, e ha fatto vedere tante cose buone – conclude Mauro, senza sbilanciarsi sul suo futuro -. In questa fase l’importante è stabilizzarsi, fermare la discesa, riorganizzarsi e ripartire. È un momento di amarezza, ma bisogna accettarlo e voltare pagina, guardando avanti”.

































